Barcellona

Pubblicato il 17 agosto 2017 da antonella landi

Su quella rambla prendemmo un caffè, passeggiammo mano nella mano, ci fermammo a guardare un artista di strada, comprammo un ombrello; pensai ai miei genitori in viaggio di nozze proprio lì quarant’anni prima; provai un vestito, mangiammo un dolce, leggemmo El Pais.
Eravamo tranquilli, non avevamo paura.

Bella vita

Pubblicato il 17 agosto 2017 da antonella landi

“Buongiorno signore, bentornate tra noi!”
Nella piscina di quell’hotel in collina siamo ormai piuttosto note.

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La copilota

Pubblicato il 16 agosto 2017 da antonella landi

A me piace molto guidare da sola.
Ma vuoi mettere.

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Chi c’era?

Pubblicato il 16 agosto 2017 da antonella landi

C’erano tutti gli amici di mio cugino, c’era sua moglie che fa dell’accoglienza un’arte, c’erano due coppie di francesi che alloggiano nel granaio che mio cugino ha fatto restaurare e che d’estate dà in affitto, c’era Gibo il fuochista di fiducia addetto al barbecue, c’era il mio babbo, c’era una coppia di napoletani con la canina Dara che avevo conosciuto l’anno scorso e che non avevo mai dimenticato perché la sua storia di adozione mi aveva strappato il cuore con le mani, c’era Giampi insuperabile narratore di barzellette assurde e anima di ogni festa, c’era tanta roba da mangiare e tutta buona, c’era questa casa bella anche se malconcia, bella anche se scortecciata e sgarrupata, bella proprio per questo, c’era lì poco distante la tomba del mio cane Nello dove non manco di pellegrinare quando capito da quelle parti. E c’era Vanda, che si è goduta tutto questo, nel fresco collinare del Valdarno, nella cornice di cipressi alti e affusolati, sopra la valle di tutti i miei ricordi di bambina e di ragazza.

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La proroga

Pubblicato il 14 agosto 2017 da antonella landi

“Ciao… senti… ti volevo dire…”
“Dimmi.”
“Ecco… mio cugino, che ha una casa in campagna, mi ha invitata per Ferragosto…”
“Sì.”
“E allora… io pensavo… che Vanda ci starebbe proprio bene in quel posto…”
“Dov’è questo posto?”
“In Valdarno, confina proprio con la tenuta di Sting!”
“Ed è un posto sicuro?”
“Sicurissimo! E’ una grande colonica con un immenso spazio verde intorno! Non ci sono pericoli, è lontana da ogni strada, ci si arriva per una sterrata riservata!”
“E, senti, non è che la fai stancare troppo…”
“Scherzi? La tengo lì con me buona buona!”
“No, sai, perché lei ti seguirebbe a tutti i costi, ma poi magari ne risente, vista l’età…”
“Non ti devi preoccupare! Non faremo sgropponate, staremo nel giardino a goderci quella pace!”
“E quando me la riporteresti?”
“Dopo Ferragosto! Mercoledì, o giovedì se vuoi!”
“Giovedì per l’appunto è il compleanno della mia compagna e avevo intenzione di andare via un paio di giorni…”
“Allora te la tengo fino a venerdì, a sabato, domenica, quanto vuoi!”
“Non hai da fare tu, nei prossimi giorni?”
“Assolutamente! Sono tutta libera!”
“Be’, allora…”
“Allora?..”
“Allora ok, va bene, tienila pure, anzi grazie.”

Sì.
Sì.
Sì.

E io?!

Pubblicato il 14 agosto 2017 da antonella landi

Da quando ho ripreso Mimmo da casa di mio padre, che lo ha ospitato nei miei giorni di montagna, mi trovo a sperimentare una curiosa convivenza.
“Vanda vieni, è ora di cena.”
“E io?!”
“Mimmo come sei bello, vieni qua che ti accarezzo un po’.”
“E io?!”
“Vanda è l’ora della toeletta giornaliera.”
“E io?!”
“Vado un po’ sul terrazzino a leggere.”
“E noi?!”

Due zecche attaccate alle palle.

Dieci

Pubblicato il 12 agosto 2017 da antonella landi

Caro Francesco,
quest’anno ho deciso che gli auguri te li faccio anche qui. Te li ho già fatti questa mattina alle otto, appena alzata, cantandoteli con la voce da travello, e li ho mandati al tuo babbo con un vocale su whatsapp che poi hai ascoltato al tuo risveglio come sempre allegro. Ma te li rifaccio. E te li rifarò anche dopo, quando ti raggiungerò in piscina per partecipare alla tua festa. Te li rifarò a voce e per iscritto, nel biglietto che ho allegato al mio regalo per te. È un compleanno importante, questo, bisogna festeggiarlo bene e non stancarsi mai per tutto il giorno di augurarti ogni cosa bella. Oggi fai 10 anni. E sembrerà banale dirti che sembra ieri, ma davvero mi sembra solo ieri il giorno in cui nascesti. Io e lo zio stavamo andando al mare quando giunse la telefonata, e deviammo per correre a guardarti. L’attesa del tuo arrivo era stata molto divertente, soprattutto per quello che concerne la scelta del tuo nome. Se avessero dato retta a me, oggi ti chiameresti Vasco. Considerando quanto poco stimi quello che tu chiami VascoVecchio, è stato un bene che abbiano optato per Francesco. È il tuo, e ti sta benissimo. Da quando sei arrivato nelle nostre vite, le hai arricchite di occhi azzurri e gambe lunghe, la tua voce è entrata nell’aria della nostra casa e ha profumato ogni stanza. Mi piacevi tanto anche da piccino, quando ti facevi tutto addosso, quando avevi sulla pelle quell’odore che si ha solo all’inizio della vita, l’odore di ciò che deve ancora accadere e che accadrà. Ma da quando sei cresciuto a me piaci ancora di più. Con te è bellissimo uscire per la mano e parlare di mille argomenti, non c’è niente che non t’interessi, nulla che ti lasci indifferente. Da quando hai iniziato ad andare a scuola il nostro rapporto è cambiato ancora perchè tu incredibilmente ami farti interrogare da me come io amo essere chiamata zia da te. A volte ti dico: ma quante volte mi chiami?! La verità è che quel nome sopra la tua bocca scioglie tutti i nodi che mi porto dentro. La verità è che io sono proprio tanto felice di essere la tua zia.
Ti auguro di amare sempre gli animali come li ami adesso, di preferire la campagna alla città come mi dici spesso, di infilarti dentro un gruppo di persone con la naturalezza con cui lo hai sempre fatto. Ti auguro di non perdere per strada la tua grande passione per le stelle, i pianeti e il cielo, di alzare spesso la testa di notte per guardarli, esprimere desideri, averne sempre tanti. Di non smettere mai di dire ti voglio bene a chi ne vuoi, io alla tua età non lo dicevo mai perchè mi vergognavo e adesso mi dispiace perché qualcuno a cui avrei voluto dirlo non c’è più. Ti auguro di conservare quella predisposizione naturale che hai nell’accudire gli altri, che fa di te un bambino molto speciale. Ora mi preparo e mi metto in viaggio per venire da te. Arriverò con Vanda e so che tu sarai felice.
Buon compleanno.

Temporale

Pubblicato il 12 agosto 2017 da antonella landi

Un bubbolìo lontano. . .

Rosseggia l’orizzonte,
come affocato, a mare:
nero di pece, a monte,
stracci di nubi chiare:
tra il nero un casolare:
un’ala di gabbiano.

A Pascoli i temporali piacevano talmente tanto, che a uno dedicò perfino una poesia densa di cromatismi e onomatopee.
Ronfavo della bella all’alba, stanca per il viaggio di ritorno dalle montagne lontane e paga della gioia di riavere Vanda a casa, intanto fuori imperversava una bufera grandiosa, quand’ecco un suono. Quel suono. Le unghiette sul parquet della camera da letto. Mai foriere di buone nuove.
“Che hai?!”
“…”
“Perché tremi?”
“…”
“Non ti sentirai di nuovo male!”
“…”
“Vuoi salire su a fare l’abbracciatino?”
“…”
“E allora che vuoi?”
“…”
“Ma dove vai?”
“…”
“Perché ti nascondi?”
“…”
“Vuoi che stia con te?”
“…”
“Ma stai ansimando!..”
“…”
“Tieni tutta la lingua fuori…”
“…”
“(E onestamente non me la sentirei di dire che la tua alitosi è migliorata.)”
“…”
“Vuoi che ti accarezzi?”
“…”
“Così va bene?”
“…”
“Ma non dirmi che una canina fiera e coraggiosa come te…”

Così, benché la veterinaria di Viale Europa mi abbia tassativamente proibito di spippolare in rete alla ricerca di improbabili risposte ad allarmanti quesiti canini, digito cane-paura-temporale.
Possiamo per esempio adottare la pratica dell’allegria, ovvero nel momento in cui si verifica l’evento traumatico (tuono) noi facciamo sì che il cane associ ad esso una cosa positiva e non negativa. Possiamo per esempio giocare con lui in maniera entusiasta, dargli dei bocconcini, fare finta che quando c’è il tuono sia il momento del gioco e del divertimento. Quindi avvicinati a lui in modo discreto, siedi accanto a lui, come se anche tu ti stessi rifugiando, cerca il contatto fisico.

E insomma erano le cinque del mattino e noi ci siamo ritrovate accucciate addosso a un angolo a mangiare biscotti, tirarci palline e raccontarci barzellette.

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Non ci posso credere

Pubblicato il 12 agosto 2017 da antonella landi

“Ehi, guarda chi è venuto a prenderti!”
“?!”
“Vieni, vieni a vedere.”
“…”
“Ecco, guarda.”
“!!!”

E poi salti, piroette, abbai, canate, starnuti, soffioni, svenimenti, ributolii, grattate, occhioni, guaiti, abbracci, zampate, alitate, sputacchi.
Anch’io non ci posso credere Vanda, che siamo nuovamente insieme.

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Prospettive

Pubblicato il 10 agosto 2017 da antonella landi

La prospettiva di abbandonare questo posto dove le temperature oscillano tra una massima di 15 e una minima di 6 e rientrare in quella conca d’afa e umidità dove si ribolle tra i 40 e i 30 potrebbe apparire insostenibile.
Ma il Moro ha richiamato: ad aspettarmi ci sarà Beautiful Vanda.
Ed ecco che la stessa prospettiva assume i tratti di un sogno che proprio domani diventerà realtà.