Orme

9 dicembre 2017

Chi poteva sapere che a pochissimi chilometri dalla città si stendesse un lieve manto innevato da pesticciare?
E chi può descrivere l’incredula gioia di Bobi nel metterci le zampe sopra, scivolando sulle parti ghiacciate e correndo con la faccia allegra che gli viene quando scopre qualcosa di nuovo nella sua giovane vita?
A Monte Senario.
Dopo una mattinata a passeggio per i sentieri delle cave di Maiano e un pranzo immorale da Dino all’Olmo.

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Lividi

8 dicembre 2017

Scrivendo alla lavagna, mi scende la manica del golfino e scorgo sull’avambraccio un livido giallo-violaceo.
Affinché non pensino che ho un fidanzato violento che mi picchia, confesso loro che ho un figlio briccone che quando giochiamo mi azzanna senza pietà.

Io mi ricordo che a Nello, certe volte, gli puzzava il culo in modo strano.
Tipo che era seduto sul divano e cominciava a leccarselo insistentemente, e se anche gli dicevo ovvìa ora basta falla finita tu m’hai bell’e stomacato, lui seguitava tutto concentrato. E in contemporanea proprio da lì prendeva a uscirgli un puzzo strano, non di merda (chiedo scusa), ma un ibrido nauseabondo di escrementi e pesce marcio, una cosa orrenda a respirarsi che faceva rècere.
Rammento che una volta si dedicò all’esecrabile pratica in presenza di tre amici, seduto in mezzo a loro sul divano della Casa del Sorriso. Essi, tentando di non dare nell’occhio, tiravan su col naso e facevano certe facce un po’ schifate. Io, tentando di distrarli, parlavo di tutt’altro.
Ieri sera, con mio grande sgomento, Bobi ha emanato il medesimo puzzo dal medesimo luogo.

“Sono le ghiandole perianali!” dice Miky, la tecnica veterinaria che viene a spasso con me alle Cascine e con cui mi sono confidata.
“Cioè?”
“Sono ghiandole che tutti i cani hanno internamente intorno all’ano e che di tanto in tanto si riempiono di robaccia. Ci sono razze a cui si svuotano naturalmente, altre a cui vanno fatte strizzare. I beagle appartengono al secondo gruppo.”
“E come si fa a strizzargliele?! Io non ci penso nemmeno!”
“Ma infatti non gliele devi strizzare te: devi portarlo dal veterinario.”

Due ore dopo, il dottor Matteo felicissimo, con due dita dentro il buco di Bobi, e il camice tutto schizzato di quel troiaio marrone e puzzolente.
Bobi però ora ha un culino pare un fiore.

SuperSole

5 dicembre 2017

A noi che frequentiamo le Cascine in compagnia dei nostri cani, più della SuperLuna di queste notti, interessa il SuperSole di questi giorni.

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Sono un cane veloce

5 dicembre 2017

Sì, sono un cane veloce, superveloce. E’ la verità e mi piace, lo devo ammettere: mi piace un sacco. Avete presente i cani veloci, quelli che, quando passano di corsa, vi vien da dire: “Caspita, quello sì che è un cane veloce!” Ecco, io sono uno di quelli. Uuuuuuuuuuh! Sono un cane veloce. Uuuuuuuuuuuuuuh! Se solo mi vedeste passare quando vado a tutta velocità, ma non tanto per fare, quando mi ci metto davvero d’impegno… diavolo se corro, a volte sembro un razzo, un razzo che sfreccia tra alberi e cespugli e poi hop!, salto uno steccato, un bambino, una roccia o quel che vi pare perché sono un cane superveloce e salto meglio di una cazzo di gazzella.

(Dave Eggers, Da quando mi gettarono nel fiume a prima di morire)

Da sinistra: i beagle Giotto, Billa, Bobi, Ares. In primo piano e davanti a tutti: la boxer Odilia.

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Firmato: Biagio

4 dicembre 2017

Oggi Bobi ha ricevuto la sua prima email.
Gliel’ha scritta Biagio, un beagle originariamente fiorentino, trasferitosi a Rimini.
Bobi gli ha risposto proponendogli un incontro sulla spiaggia, a correre liberi e felici.

Il pasticcere

2 dicembre 2017

Al terzo piano del mio palazzo vive un tipo.
Fa il pasticcere, c’incontriamo sempre nell’atrio, in ascensore, nel parcheggio: lui va al lavoro quando io sono in pieno sonno e rientra quando porto Bobi al parco. Poi c’incrociamo ancora quando lui scende a fare la spesa, a comprare le sigarette, a far visita al panaio, perché io ogni mezz’ora esco con Bobi per la pisciatina.
Il pasticcere, quando vide Bobi per la prima volta, rimase imbalsamato. Sostenne di non aver mai visto prima in vita sua una cosa tanto bella e mi chiese il permesso di toccarlo. Da allora, quando i due s’incontrano, parte un rituale festaiolo in cui l’umano si accascia a terra per farsi baciare, ciucciare, slinguazzare, e l’animale dà il meglio di sé in salti e piroette.
Oggi ci siamo incontrati di nuovo, come ogni giorno. Con l’occhio imbambolato e l’aria languida mi ha detto: “Non ce la facevo più: il 18 dicembre mi arriva una canina.”

Testamento

2 dicembre 2017

“Codesto cane è un mammone tremendo.”
“Sì, mi adora.”
“Ma è troppo morboso.”
“Sei te che crepi d’invidia.”
“Non è ammissibile che non voglia stare con nessun altro che con te.”
“Invece è ammissibilissimo e io sono felice di questo suo sconfinato amore. L’unico guaio sarebbe se io morissi all’improvviso.”
“Ecco, a proposito: se tu muori chiaramente Bobi resta a me.”
“Mah, non lo so. Non saresti l’unico pretendente.”
“Ma sarei quello con il numero maggiore di diritti, visto che mezzo l’ho pagato io.”
“Cosa c’entra. Non credo che mio fratello te lo lascerebbe.”
“Cosa c’entra con Bobi tuo fratello?!”
“Mio fratello stravede per Bobi.”
“Perché, io?”
“E mio fratello ha un bambino che è innamoratissimo di questo cane.”
“M’importa una sega.”
“Poi c’è il mio babbo. Fa tanto il duro, ma se io morissi certamente lo vorrebbe lui.”
“Ma figuriamoci.”
“E poi la mia amica Coautrice.”
“Sì, e poi? Coautrice ha due gatti, di cui uno indiavolato: nemmeno volendo potrebbe tenere Bobi.”
“Ma lei è la zia e lo ama.”
“Nessuno lo ama come me.”
“Io.”
“Ma tu muori, quindi non vali.”

La discussione è finita solo quando ho accettato di fare testamento.

Guido piano

2 dicembre 2017

Alla guida ho trascorsi spericolati. Mi è sempre piaciuto pestare sul pedale dell’acceleratore, zigzagare tra le auto, conquistarmi la pole position ai semafori, parcheggiare al volo. Ma da quando è arrivato Bobi il mio spirito materno m’induce alla prudenza e così, come Concato, guido piano. Aggiusto le curve, evito le inchiodate, cambio le marce con dolcezza. Per non sballottarlo, per non fargli dare di stomaco. Tra l’altro questo improvviso rallentamento mi ha fatto scoprire il piacere dell’osservazione, la vita mi si affianca placida e gli spostamenti non sono più stressanti.
Ora però tutti per strada, sorpassandomi, mi mandano affanculo.

Il cappottino

1 dicembre 2017

“Hai sentito che freddo?”
“Davvero!”
“Devi comprare il cappottino a Bobi.”
“Non ci penso nemmeno.”
“Ma come!”
“Il mio è un cane tosto, da caccia, cosa vuoi che gliene freghi a lui del freddo.”
“Ho capito che è da caccia, ma vive in un appartamento caldissimo e quando esce subisce l’escursione termica! Vuoi che ti si ammali?”
“Ascolta, non mi rompere. Io il cappottino non glielo compro.”
“D’accordo. Allora glielo compro io. Giusto ieri ne ho visto uno mimetico da guerrigliero, imbottito di pile verdino, ha perfino il cappuccio, una figata pazzesca, perfetto per uno come lui.”

(nella foto: il Guerrigliero)

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