Tanto di cappello

4 aprile 2009

Entro in classe e li trovo tutti e quindici (lunghi, secchi e brindelloni) con un cappello di carta in capo.

“Sarebbe?” chiedo.

“Nulla, tutto è iniziato con gli aeroplanini, poi verso l’intervallo c’è stata la parentesi barchette e ora siamo in piena fase cappelli” spiegano.

“Mi auguro ne abbiate fatto uno anche per me” ribatto.

Mai augurio fu più pleonastico.

Quello destinato a me è di dimensioni ciclopiche (capocchiona?), sul lato A c’è scritto “Viva la France!” (filonapoleonica?), il lato B recita “Liberté, Egalité, Fraternité!” (rivoluzionaria?), lo spigolo esterno aggiunge “Vin brulé!” (beona?).

Lo indosso con sprezzante orgoglio e detto tre titoli da urlo per il tema d’Italiano.