Viva l’assemblea

29 novembre 2011

Domani c’è assemblea. Come prassi d’istituto impone, si entra alle otto e si fa la prima ora di lezione, curando in modo particolare l’appello e la registrazione dei presenti. Dalle nove in poi, tutti in palestra a sparare al megafono qualche piccola ovvietà.
I docenti che d’orario entrano alle 9, non entrano proprio.
Io entro alle 9. Questo significa che domattina me la dormo inverecondamente. E questo comporta che stasera me la posso godere evitando di andare a letto insieme ai polli.
Si comincia alle 18:30 con il reading di Sandro Veronesi al Caffè Letterario delle Murate.
E chissà quando (e come) si finisce.

C’ho un librino

28 novembre 2011

“Ragazzi! C’ho un librino nuovo nuovo per voi, strabello e non dozzinale, ironico e mai volgare, leggero ma non banale, sentimentale ma non stucchevole. L’ho comprato sabato pomeriggio e oggi lo finisco, guardate, mi mancano venti pagine! Ma come vi garberà, ne sono arcisicura! Visto che avete finito di leggere anche Acciaio e Cielo di sabbia, ve lo rifilo immediatamente: prendete nota di autore e titolo!”

L’hanno bell’e visto al cine e sanno già come finisce.

L’animale asociale

27 novembre 2011

“Professoressa, chi ha detto che l’uomo è un animale sociale?”
“Lo ha detto Aristotele, un filosofo greco del IV secolo avanti Cristo.”
“Ma non è un’offesa? A me non piace essere definita animale!”
“Animale in questo senso significa essere vivente. Quindi no, non devi prenderla come un’offesa. Devi intenderla come un essere vivente che cerca ostinatamente il contatto e la socializzazione coi suoi simili. Il che non è vero per tutti, tra l’altro. Io per esempio non mi sento affatto un animale sociale.”
“Come no! Accidenti profe, lei è socialissima!”
“Sì, a scuola sì, mi piace molto stare in mezzo a tutti voi. Però quando torno a casa mia divento una misantropa solipsista.”
“Non ci credo!”
“Invece dovresti. Anche perché stare un po’ da soli fa tanto, tanto bene. Non bisogna sempre cercare la compagnia di qualcuno. Stare soli serve ad ascoltarci. E’ un modo per frequentare più consapevolmente se stessi e il proprio ordine e disordine mentale. Se ci mescoliamo sempre alle chiacchiere del mondo, come facciamo a sentire la nostra voce? Io per esempio, quando il mio compagno mi dice che esce con gli amici sono tutta contenta.”

Prendi oggi.
Lui è a un pranzo di ritrovo coi compagni e le compagne delle superiori. Sì, c’è anche quella che all’epoca era innamorata di lui. Mangeranno pappardelle al ragù e bistecche alla fiorentina. Si racconteranno la vita dal giorno del diploma a ieri. Torneranno a casa che sarà già buio.
Io dedicherò l’intera giornata a me stessa. Mi chiuderò in bagno per una cura igienica ed estetica che non trova tempo nel corso della settimana. Quindi uscirò col gatto nello zaino a comprare i due quotidiani che la domenica offrono allegati dedicati alla letteratura. Già che sono fuori, passerò dall’Esselunga -aperta come ogni ultima domenica del mese- per l’acquisto di una lasagna alla bolognese surgelata con cui santificare la festa. Rientrata a casa, farò incetta di sole pace e silenzio leggendo sul terrazzo fino a che mi pare e piace, sorda ai ritmi dell’orologio e libera dal suono della campanella della scuola. Mangerò quando lo stomaco mi gorgoglierà che è il caso. Per accompagnare il pranzo sceglierò se guardare un film o ascoltare una musica che s’incastri bene col mio piatto. Dopo mangiato farò l’abbracciatino sul lettone insieme al gatto, leggendo qualche pagina del libro che ho comprato ieri in centro, l’unico (credo) che è uscito in contemporanea alla sua trasposizione cinematografica. Rigenerata nel corpo e nello spirito, mi dedicherò alla correzione di un pacco di verifiche. Uno, non di più: ligia sì, fessa no. Quando il crepuscolo inizierà a profilarsi, andrò al cinema a vedere il film tratto dal libro che sto leggendo. Tornerò avvolta dalle tenebre e illuminata dai lampioni. A casa troverò lui, gonfio di cibo ed ebbro di novità. Mi racconterà la sua giornata, gli racconterò la mia. Brinderemo al nostro modo di vivere insieme, che prevede anche giornate come questa.

Tra amiche

26 novembre 2011

Se una cena tra quattro colleghe al Caffè Letterario delle Murate comincia nel bagno delle donne, chiuse tutte insieme nello stesso cesso perché una deve far vedere alle altre le calze modellanti che snelliscono le cosce e tirano su le mele del culo mentre un’altra fa la pipì e le altre due ridono incredule assicurando che domattina correranno al negozio a comprarne dieci paia a testa, quelle quattro colleghe possono cominciare a considerarsi non più solo colleghe, ma anche un po’ amiche.

Foscolo immortale. O quasi.

24 novembre 2011

E insomma si ragionava di Foscolo, delle sue illusioni, disillusioni e delusioni. Si parlava di quanto gli piacesse la sera e di come lo facesse rilassare. Di come aspirasse alla morte come porto di quiete eterna e di come in realtà non riuscisse mai a procurarsela.

“Ecco, infatti. Ma perché non s’è ammazzato?”
“Guardate, ce lo spiega lui stesso nel sonetto Di me stesso. Penultima strofa, statemi dietro: Che se pur sorge di morir consiglio/ a mia fiera ragion chiudon le porte/ furor di gloria, e carità di figlio. Cosa ne deducete?”
“Che lui l’intenzione di suicidarsi ce l’aveva, ma che qualcosa glielo impediva.”
“Bravi: che cosa, per la precisione?”
“Furor di gloria e carità di figlio?”
“Sì, esattamente. Non voleva causare dolore ai suoi familiari. E soprattutto intendeva rimanere in vita per scrivere poesie e conquistarsi così l’eternità tra i vivi. Perché, vedete ragazzi, uno può anche non avere la fede eppure credere lo stesso in un’altra forma di eternità, diciamo così, più umana, basata sul ricordo, sulla corrispondenza d’amorosi sensi insomma. Finché i vivi si ricordano di un defunto, quel defunto non può dirsi morto, egli vive ancora, e continuerà a vivere finché qualcuno lo ricorderà. In questo senso possiamo dire che Foscolo ha vinto la sua battaglia: nel 2011 noi siamo ancora qui a parlare di lui! E non solo noi! Chissà in quante scuole d’Italia, ma che dico d’Italia, del mondo, ci sarà una professoressa che parla di lui con i suoi alunni! Pensate che cosa straordinaria!”

Ma i cinesi hanno detto che in Cina Foscolo non se lo caga nessuno.
Il mio entusiasmo ne è uscito un po’ compromesso.
E anche Foscolo non l’avrà presa bene.

Il cacone

24 novembre 2011

“Ehi te, furbino, perché ieri non sei venuto alla verifica?”
“Profe, stavo male.”
“Sì, ciao.”
“Profe, glielo giuro: stavo male!”
“Bugiardelli, confessa: hai fatto l’assenza strategica.”
“Profe, davvero: avevo mal di pancia!”
“Be’, quella era la cacaiola perché c’era il compito e tu, non avendo letto il libro, giustamente hai avuto un attacco di dissenteria.”
“No! Profe! Ma come! Io il libro l’ho letto!”
“Bene, allora preparati perché ti imbastisco un questionario di recupero ancora più tignoso di quello che ho affibbiato ai tuoi compagni.”

Il fatto però è che io ormai non ho più domande da fare.

Il mal voluto

23 novembre 2011

“Profe, che tipo di verifica ci farà fare sull’ultimo romanzo di Ammaniti?”
“Mah, per questa volta pensavo a un testo discorsivo, una specie di lettera aperta allo scrittore, in cui parlare direttamente di quello che avete provato leggendo la storia di Lorenzo e Olivia.”
“Noooo, bruuuuutta! Perché non ci fa una serie di domande precise e puntigliose come ha fatto con il libro precedente?”
“Sì, è vero profe! Noi preferiamo le domande!”

DOMANDE.

- Qual è il numero della stanza in cui alberga Lorenzo Cuni a Cividale del Friuli?
- Qual è la data del giorno in cui Lorenzo si nasconde in cantina?
- A che ora si sveglia Lorenzo la mattina in cui finge di partire per la settimana bianca?
- Di che forma è la lampada che Lorenzo tiene sul comodino della sua camera?
- Quale aroma ha il sapone usato dalla mamma di Lorenzo nel giorno della falsa partenza del figlio?
- Su quale auto la mamma di Lorenzo accompagna il figlio all’appuntamento con i compagni?
- Come si chiamano i quattro compagni con cui Lorenzo sostiene di partire per la settimana bianca?
- Su quale auto i quattro compagni di Lorenzo caricano i loro bagagli prima di partire per Cortina?
- Qual è il vero nome del cosiddetto Cercopiteco?
- Qual è il paese d’origine del Cercopiteco? In quale regione italiana si trova?
- Nella cantina Lorenzo trova un cane di ceramica: di che razza è?
- Quante scatolette di Simmenthal ha portato in cantina Lorenzo per la sua settimana di sopravvivenza?
- Quante scatolette di tonno?
- E quanti barattoli di sott’olio?
- Cosa ha portato da bere?
- Quanta Nutella si è procurato?
- Cosa ha preso con sé per passare il tempo?
- Da quale città proveniva la vecchia tata che Lorenzo aveva da bambino e che era solita paragonarlo alle piante grasse?
- Come si chiama la nonna di Lorenzo?
- Come si chiama lo psicoterapeuta da cui viene portato Lorenzo?
- Chi è Nihal?
- Come si chiama il papà di Lorenzo?
- Qual è il nome della scuola media inglese dove viene iscritto Lorenzo?
- Cos’è lo Gnuzzo?
- Con chi abitava la nonna quando era autosufficiente, cioè prima di essere ricoverata in clinica?
- Di quale bevanda alcolica andava matta?
- A quale scuola superiore viene iscritto Lorenzo?
- In quale occasione Lorenzo viene a conoscenza degli insetti imitatori?
- Qual è il titolo del romanzo di Stephen King che Lorenzo legge in cantina?
- Qual è il primo alimento che mangia Lorenzo una volta preso possesso della cantina?
- Che cos’è la Pedavena?
- A quale gioco della Playstation gioca Lorenzo?
- Qual è la canzone di Lucio Battisti che turba tanto i ricordi di Lorenzo?
- Qual è la professione della mamma di Lorenzo?
- Cosa è Komodo? In quale occasione e a proposito di cosa Lorenzo ne parla con sua madre?
- Quale aggettivo particolare usa Lorenzo in relazione a un vestito che sua madre ha visto in una vetrina?
- Di quale marca e di quale colore è l’auto che va a sbattere contro quella della madre di Lorenzo?
- Quale tipo di peluche è appoggiato dietro il vetro della macchina che ha sbattuto contro quella della madre di Lorenzo? Cosa c’è scritto sopra?
- Come si chiama l’uomo che urta l’auto della madre di Lorenzo?
- “Ero seduto su un gigante di pietra che mi abbracciava e non mi lasciava andare”: di chi sono queste parole e a che cosa si riferiscono?
- Come si chiamava la contessa precedente inquilina dell’appartamento della famiglia di Lorenzo?
- Che anno era quando Lorenzo e Olivia si erano visti per l’ultima volta, prima di incontrarsi nuovamente in cantina?
- Di chi è figlia Olivia?
- Nell’aspetto fisico Lorenzo e Olivia sono accomunati da una caratteristica piuttosto evidente: quale?
- Quando si accorge che qualcuno sta per entrare in cantina, Lorenzo corre a nascondersi: dove, esattamente?
- Cosa promette a se stesso Lorenzo, nel caso in cui non venga scoperto dal misterioso intruso che s’intrufola in cantina?
- Cosa indossa Lorenzo la prima volta in cui appare di fronte alla sorellastra Olivia?
- Cosa dice la scritta esterna sulla scatola che contiene l’oggettistica di Olivia conservata in cantina?
- Quale libro estrae Olivia dallo scatolone personale esclamando “Eccolo”?
- Cosa usa Lorenzo per attutire sul volto l’arancione causato dall’autoabbronzante?
- Perché la notte il Cercopiteco dorme così profondamente?
- Quando vede Olivia vomitare, Lorenzo capisce chiaramente che sua sorella è malata. Quale curiosa teoria si fa?
- Approfittando del fatto che Olivia è in bagno, Lorenzo fruga di nascosto nel suo zaino e vi trova quattro oggetti: quali?
- Per ritrovare la calma, Lorenzo s’infila nelle orecchie le cuffie e ascolta un cd di suo padre: di che musica si tratta?
- Quale tipo di farmaci chiede insistentemente Olivia a Lorenzo?
- Lorenzo sostiene di possedere solo tre medicine: quali?
- Una volta convinto a uscire dalla cantina per andare alla ricerca di farmaci per Olivia, Lorenzo sale su un autobus: quale?
- Durante in tragitto in autobus, Lorenzo finge mentalmente di essere qualcun altro: chi?
- Dove si reca Lorenzo?
- Quante sono le mattonelle bianche e marroni del lungo corridoio che Lorenzo conta alla clinica in cui è ricoverata sua nonna?
- Come si chiama la clinica?
- Qual è il numero della stanza in cui è ospitata la nonna?
- Chi è K19?
- Cosa c’entra Saddam Hussein con questo romanzo?
- Per quale motivo Lorenzo odia i finali delle storie?
- Qual è il finale della storia che Lorenzo racconta a sua nonna?
- Mentre Lorenzo è nella stanza della nonna, entra un’infermiera: a chi somiglia?
- Quando Lorenzo torna in cantina, trova nel cortile il Cercopiteco che parla con due persone: chi sono? Di cosa stanno parlando?
- Quale stratagemma adotta Lorenzo per sottrarsi alla vista del portinaio e degli altri due individui che parlano con lui?
- Quale imprevisto incidente rallenta il suo rientro in cantina?
- Quale oggetto sottrae Lorenzo dalla cucina del Cercopiteco? E cosa sgraffigna dal suo frigo?
- Cosa sta facendo Olivia quando Lorenzo rientra in cantina?
- Quante pasticche di sonnifero ha ingoiato Olivia durante l’assenza di Lorenzo?
- Per quanti giorni dorme Olivia dopo aver ingoiato i sonniferi?
- Cosa fa nel frattempo Lorenzo?
- Quando Olivia si risveglia, i due fratelli organizzano l’ultima cena da consumare insieme: che cosa è rimasto delle scorte alimentari di Lorenzo?
- Quale marca di sigarette fuma Olivia dopo la cena?
- Dopo la loro ultima cena, Olivia e Lorenzo iniziano a ricordare le vacanze estive trascorse insieme durante la loro infanzia: di quale località di villeggiatura parlano in particolare?
- Olivia racconta a Lorenzo un episodio successo tante estati prima, che Lorenzo ha completamente rimosso dalla memoria: di cosa si tratta?
- Il titolo di questo romanzo viene pronunciato da Olivia e Lorenzo nel corso della loro conversazione: quante volte, per la precisione?
- Partendo dalla paura che Lorenzo ha dell’acqua e, conseguentemente, dell’odio che nutre per essa, i due fratelli stilano un elenco delle cose che odiano di più: qual è la cosa che Olivia sostiene di detestare di più nella vita?
- Frugando in cantina, Olivia ha trovato un vecchio giradischi e dei vecchissimi 45 giri. Su quale canzone di quale cantante italiana si mette a cantare e ballare?
- Quali progetti ha Olivia, una volta uscita dalla cantina e rimessasi in sesto fisicamente? Dove intende andare? A chi vorrebbe ricongiungersi?
- Come si chiama il fidanzato di Olivia?
- Quale promessa reciproca si fanno i due fratelli prima di lasciare per sempre la cantina dove si sono ritrovati?
- Nel biglietto che Lorenzo rilegge dopo tanti anni all’obitorio di Cividale del Friuli, Olivia ha scritto un P.S.: cosa dice?
- Con quale immagine finale si conclude il romanzo di Niccolò Ammaniti?

Perché il mal voluto, come si dice da queste parti, unn’è mai troppo.

Puro sadismo

23 novembre 2011

Erano giorni che aspettavo e che, alla zitta, me la ridevo. In Antologia siamo concentrati su uno speciale dedicato a Niccolò Ugo Foscolo, anche in vista della nostra partecipazione ai Colloqui Fiorentini, quest’anno interamente consacrati all’immortale poeta di Zacinto. Ma era il sonetto Alla sera quello che io attendevo a gloria. Quello in cui l’autore motiva le ragioni che lo spingono a prediligere la sera tra tutti i momenti in cui si articola la giornata. Quello in cui egli dichiara tutto il bisogno di pace che sente. Ma soprattutto quello che si conclude con l’arcinota allitterazione della “r”, che sfuma e sconfina in una onomatopea derivata nella quale pare di udire il vero ruggito di un leone.

E mentre io guardo la tua pace, dorme
quello spirto guerrier ch’entro mi rugge.

“Ovvìa, ora tocca a voi -ho detto ai ragazzi cinesi della mia classe- leggete a voce alta questi versi. E mi raccomando: fatemi sentire bene quelle erre !”
Quattro o cinque ci hanno provato abbitorcolandosi la lingua ai denti.
Uno invece ha detto subito che si allendeva.

Il voto più alto

22 novembre 2011

“Profe! Ma ha pubblicato la nostra verifica sul blog!”
“Sì, è vero, spero che non vi dispiaccia.”
“No, anzi. E ha ricevuto mail private da qualcuno che ha accettato la sfida?”

La sfida l’hanno accettata in tanti. In molti si sono classificati con un buon punteggio. Ma uno solo, che si firma “Pan”, l’ha vinta. Sebbene partecipasse solo per la sezione “E” del compito. Copincollo di seguito, per il buonumore di tutti.

1. Madonna Pica.
Cantante di piccola corporatura, originaria di uno sperduto paese della Lucania, e diventata famosa grazie a canzoni pop inascoltabili.

2. Madonna Vanna.
Meretrice che vendeva prodotti di bellezza fasulli.
Fu incarcerata da Lorenzo de’ Medici con l’accusa di truffa, circonvenzione di incapace, e spaccio di minchiate.

3. Nunzio.
Al secolo Nunzio Vobis, era il nome di un famoso presentatore sardo che lavorava per il Vaticano.

4. Pietro di Bernardone.
Trisavolo di Berlusconi, amava corteggiare giovani donne corpulente.

5. Vincenzo d’Alcamo.
Vincenzo d’Alcamo fu un famoso poeta cortese del duecento.
Venne condannato per il reato di “molestia di pastorella” e scontò la pena scrivendo endecasillabi e settenari alessandrini sul muro della sua cella fino ad esaurirlo.

6. Cenne de la Chitarra.
Amico intimo di Francesco Guccini. Compone canzoni per lui dodici mesi l’anno.

7. San Damiano.
Comune della Corsica famoso per essere popolato solo da 38 abitanti e tutti incazzati neri con il governo centrale francese.

8. Dino Frescobaldi.
Militò nella Fiorentina assieme a De Sisti, Chiarugi e Antognoni nel campionato di calcio 1301/1302.
Suo fu l’invito a giocare il giuoco della palla con “Amour et courtoisie” recentemente adottato dalla FIFA.

9. Domenichina.
Diminutivo di Domenica.
Nell’accezione comune una Domenichina è quel lasso di tempo che intercorre inutilmente durante il week-end mentre il proprio compagno si fa i cazzi suoi con gli amici.

10. Pier della Vigna.
Altresì noto con lo pseudonimo in codice di “Pier delle Vigne”, diventò famoso per essersi suicidato nel 1249 assumendo pasticche di ecstasi assieme a Jacopo da Lentini, un famoso cantautore e chansonnier del tempo amico di Georges Brassens e Leo Ferrè.

Verificona del lunedì

21 novembre 2011

Sezione A: “Caccialverso” (individua, attribuisci, parafrasa e contestualizza le seguenti citazioni).
1. “Medesmo Amor per lei rafina meglio”.
2. “Similemente faria da mi madre”.
3. “Più che stella diana splende e pare”.
4. “In celu l’ài formate clarite et pretiose et belle”.
5. “Sanza mia donna non vi voria gire”.
6. “Onne iuntur’aprenno/ tutto l’ho sdenodato”.
7. “Vuo’ pur ch’io moia? Anzi, mi par mill’anni!”
8. “Le selle paion legna d’alcipresso”.
9. “Io nacqui come fungo, a’ tuoni e venti!”
10. “Queste mi fanno ‘l cuor lieto sentire”.

Sezione B: “Cacciallaparola” (stessa cosa della sezione A, però più cattiva)
1. “Crucifige!”
2. “Ghiora”
3. “Fiorini”
4. “Giano e vermiglio”
5. “Imbrigarei”
6. “Bozzagro”
7. “Corporale”
8. “Giomenta”
9. “Sollazzo”
10. “Sospira”

Sezione C: “Dillocomellui” (riporta fedelmente i brani richiesti, citando a memoria)
1. La seconda quartina del sonetto di Cecco Angiolieri “S’i’ fosse foco”
2. La prima terzina del sonetto di Jacopo da Lentini “Io m’aggio posto in core a Dio servire”
3. L’indovinello veronese in versione integrale

Sezione D: “Ricordati di non scordare” (cosa accadde nelle seguenti date?)
1. 1182
2. 1224-26
3. 1230-36

Sezione E: “Who is who?” (scrivi tutto quello che sai sui seguenti personaggi)
1. Madonna Pica
2. Madonna Vanna
3. Nunzio
4. Pietro di Bernardone
5. Vincenzo d’Alcamo
6. Cenne de la Chitarra
7. San Damiano
8. Dino Frescobaldi
9. Domenichina
10. Pier della Vigna

(Si accettano tentativi di risposta da parte dei lettori del blog, in posta privata)