Finalmente Leopardi

21 aprile 2017

Il Leopardi produce l’effetto contrario a quello che si propone. Non crede al progresso, e te lo fa desiderare; non crede alla libertà, e te la fa amare. Chiama illusioni la gloria, l’amore, la virtù, e te ne accende in petto un desiderio inesausto; ha così basso concetto dell’umanità, e la sua anima alta, gentile e pura l’onora e la nobilita. E, mentre chiama larva ed errore tutta la vita, non sai come, ti senti stringere saldamente a tutto quello che nella vita è nobile e grande.

Siamo finalmente arrivati a parlare di lui.
Sarà un finale d’anno col botto.

A ‘nfamona!

21 aprile 2017

Al ricevimento plenario delle famiglie si presentano puntuali come sempre il babbo e la mamma di Prince.
“Come va il ragazzo?”
“Eh, come va, proprio ieri, freschi di rientro dalle vacanze pasquali, mi ha fatto uno scherzetto.”
“Davvero? Strano. Ha passato le feste a leggere i Promessi sposi.”
“Peccato però che non abbia fatto nemmeno una delle 47 domande che avevo assegnato.”

Un minuto dopo averlo detto, me ne sono pentita.
Stamani l’ho confessato in classe chiedendo perdono allo stesso Prince.
Lui faceva la faccia da canino bastonato, i suoi compagni mi davano dell’infamona.
Ci siamo molto divertiti.

A cogliere il sambuco

17 aprile 2017

Te lo ricordi quando ti dissi: vado a cogliere il sambuco, mi accompagni? Era la fine di maggio. Andammo verso sud perché avevo già puntato delle piante e ne balzellavo l’imminente fioritura. Ne colsi qualche mazzo mentre tu aspettavi in macchina e con le mani facevi segno che bastava. Quando ripartimmo tu dicesti: ma che è ‘sto puzzo? E io risi, perché lo sapevo che ti avrebbe fatto schifo, fa schifo a tutti il sambuco, tranne a me. Lo portammo a casa tua e lo sistemai in un vaso che appoggiai sul tavolo in veranda. Poi tornò tuo padre e disse: il gatto dei vicini è venuto a fare la pipì da noi. E io risi ancora, perché a tutti sembra piscio di gatto l’odore del sambuco, tranne a me. Un altro mazzo lo portai a casa mia, venne una mia alunna a farmi visita e disse: che buon profumo di sambuco, mi ricorda tanto la mia infanzia in Albania! E io fui felice perché nel mondo c’era un’altra persona a cui il sambuco piaceva e ricordava quello che ricorda a me, l’infanzia, ma in Italia.
Quest’anno la primavera vera è arrivata molto prima, il sambuco è già fiorito, non del tutto, ma un pochino sì.

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Un altro magico potere

15 aprile 2017

“Sai, ho definitivamente portato a termine il riordino. Mi sento un po’ smarrita senza quel magico potere.”
“Puoi sempre leggere Il magico potere di sbattersene il cazzo, di Sarah Knight.”

Credevo che scherzasse.
Invece esiste.

Ricordi

14 aprile 2017

E con il riordino sono arrivata al capitolo finale.
Sfoltiti gli abiti, selezionati i libri, gettate le carte, setacciati gli oggetti, adesso rimangono soltanto loro, i ricordi. Che non sono solo diari, lettere e fotografie, come si potrebbe pensare. Possono essere anche un portacandele con cera alla cannella, due magliette nere dimenticate sotto il guanciale, tre bottigliette di aceto balsamico Mussini, un thermos di alluminio, un apribottiglie di vernice verde scivolato dalla tasca dei pantaloni, un paio di tovagliette di carta dietro cui furono appuntati gli indirizzi di una decina di scuole in altrettante città della Spagna, un quadernino con la copertina nera con le conversazioni scritte di quando partì la fissa di non parlare per una settimana, delle pagine con gli appunti lessicali nella lingua che vorrei imparare (antes, despues, ahora, ariba, abajo, adelante, derecha, isquierda, como la primera ves, manzana, aguacate, herba buena, pajaro) e perfino un paio di tappini di Tennent’s di un valore simbolico (allora) molto alto.
Marie Kondo assicurava che, una volta attraversato l’esercizio propedeutico sulle categorie precedenti, la soluzione finale della parte più intima e personale sarebbe venuta più facile. Col dovuto rispetto mi permetto di dissentire. Facile non è. Però va fatto, perché solo così le cose belle e nuove entreranno nella vita.
Il criterio adottato è: si tiene solo ciò che provoca piacere puro senza ombre e ci rammenta giorni-persone-situazioni-momenti felici o per lo meno molto allegri.
Come il bigliettino che la classe 4D dell’ITIS Majorana di Bergamo allegò al mazzo di rose per la fine di quel bellissimo anno scolastico 1997/98.

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Un appartamento al quinto piano nella zona più metropolitana di Firenze; pareti tappezzate di disegni, tempere, oli, locandine, ritratti, fotografie e bassorilievi; librerie alte fino al soffitto con volumi parcheggiati in seconda e terza fila; cd di musica classica, ambient, operistica ma anche di Tiziano Ferro; un salotto dannunziano senza neanche una superficie vuota; collezione di elefanti, di ricci, di press papier in vetro di Murano, di minerali, di uova bulgare dipinte a mano, di cuori multiformi e policromatici; un Napoleone che mette e leva la mano all’interno della casacca e una regina d’Inghilterra che saluta i sudditi, entrambi mossi da un micropannello a luce solare; un sistema solare semovente calato dal soffitto; un gabbiano che sventola le ali in camera da letto; un matrimoniale coperto di cuscini; un bagno con una Madonna in porcellana e un manifesto del Partito Comunista in gesso colorato; una raccolta di Cristi messicani; una tavola imbandita con piatti decorati e tre bicchieri cadauno; una microcolomba pasquale come segnaposto.

Un docente del liceo, notissimo e pregiato storico dell’arte, ha aperto le porte della propria casa a un gruppo ristretto di colleghi e ha offerto una cena e una serata a dir poco pittoresche. Ci abbiamo schiacciato le due di notte.
Le vacanze non potevano iniziare meglio di così.

Le luci

12 aprile 2017

Al seminario di musica cantautorale il relatore spazia da Finardi a Guccini, da De Gregori a Battiato.
“Una domanda.”
“Prego.”
“Ho comprato il biglietto per il concerto de Le luci della centrale elettrica: ho fatto bene o male secondo te?”
“Per quanto mi riguarda, quello non è neanche cantare.”

Porovascobrondi.

Olezzi

12 aprile 2017

Al corso di yoga acrobatico un puzzo di piedi da andar via di cervello. Alla lezione di improvvisazione teatrale certe ascellate che nemmeno a luglio.
Due domande: 1. Quando si lavano gli adolescenti? 2. Io a quell’età puzzavo come loro?

Siamo di forum

11 aprile 2017

Il sale della terra in aula magna, L’odio nell’aula della Lim, Persepolis in aula video, un corso di batteria nell’aula 169, uno di improvvisazione teatrale nel corridoio al primo piano del plesso antico, jam session di musica classica indiana davanti all’aula del multimediale, mostra ragionata di scatti sulle migrazioni della linea balcanica realizzati dal fotografo Danilo Balducci in gipsoteca, laboratorio di aquiloni nell’aula del sostegno, lezione di yoga acrobatico in 206, lezione di oreficeria e di incisione nei relativi laboratori, un laboratorio sul fumetto, assemblee in cortile sotto il sole del mattino, appelli e contrappelli sotto lo straordinario lucernario dell’ottagono.

Negli ultimi tre giorni prima delle vacanze di Pasqua, al liceo è partito il forum interamente organizzato e gestito dai millecinquecento studenti che lo popolano. Essere per una volta spettatori e lasciarsi guidare dai ragazzi è una sensazione rilassante dagli incredibili benefici psicofisici.

Meridiani

11 aprile 2017

“Oggi, anziché sui meridiani del dolore, legati all’elemento dell’acqua, lavoreremo sulla coppia di meridiani energetici che hanno il fuoco come elemento associato e che sono legati alla gioia e al sesso: il cuore/intestino tenue e il mastro del cuore/triplice riscaldatore. Sei pronta?”

A volte Shiatsu Man fa certe domande.