Bobi va a scuola

31 ottobre 2017

“Allora, come ti è sembrato il primo giorno di scuola?”
“Ah, quel posto era una scuola?”
“Certo, la scuola Cane Sapiens, una specie di Oxford della vostra categoria.”
“Quindi quei due erano i maestri?”
“Esatto, la maestra Tiziana e il maestro Francesco.”
“Buffo quel maestro Francesco: si è stratolato tutto per terra appena è arrivato.”
“Lo ha fatto per mettersi alla tua altezza e fare amicizia con te.”
“Tu non l’hai mai fatto.”
“Io ti ho sempre preso in braccio mettendoti alla mia.”
“Perché la maestra Tiziana mi diceva tante volte cerca?”
“Per testare il tuo fiuto. Che è ottimo.”
“E perché a un certo punto hanno fatto entrare in classe quella beagle grande?”
“Per testare il tuo grado di socialità. Che è fantastico.”
“E perché la maestra ti parlava tenendo quella ciotola per la pappa in mano?”
“Perché mi diceva che devo essere la tua leader e mi insegnava come fare.”
“Cioè?”
“Dovrò farti succhiellare un po’ di più la pappa, così tu capisci chi comanda in casa tra noi due.”
“Lo so già. Io.”
“Sbagliato. Io.”
“Ho sentito che parlavate anche della nanna.”
“Sì, la maestra Tiziana dice che non è proprio il massimo che tu dorma insieme a me, ma che se proprio ci piace stare abbracciati tutta la notte possiamo farlo, purché sia sempre io a decidere quando tu puoi salire sul lettone.”
“Tzè, aspetta che mi si allunghino le zampe, poi lo vedi. Ho sentito anche che parlavate del guinzaglio.”
“Le dicevo che non mi piace quando tiri o quando ti pianti e che vorrei ti insegnasse a stare al passo.”
“Come mai lei ripeteva sempre il nome della mia razza, beagle, beagle, beagle?”
“Perché dice che devo sempre ricordarmi che sei un beagle.”
“E quindi?”
“Che sei un chiorbone.”
“Non sono un chiorbone, sono un beagle, sono un leader.”

Oggi Bobi ha iniziato la scuola.
Non so lui, io mi diverto da morire.

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Prima che il Gigante chiuda

31 ottobre 2017

Il parco di Pratolino di Villa Demidoff, dentro cui vive indisturbato il bellissimo Gigante dell’Appennino del Giambologna, apre a primavera e chiude alle soglie dell’inverno.
“Zia, prima che il Gigante chiuda i cancelli dobbiamo andare a conoscerlo! Io non l’ho mai visto e, siccome la maestra a scuola ci ha assegnato un lavoro di ricerca libero su un argomento a piacere, io vorrei raccontare la storia della villa medicea, del parco e soprattutto del Gigante!”
E allora eccoci domenica scorsa io, il Frenky, Patatina Fritta, il Rondine e Bobi, varcare la soglia dell’ingresso sulla via Bolognese e scendere lungo la sterrata che introduce al parco. L’ordine del giorno è ambizioso ed allettante: giro turistico della grande area verde punteggiata da tesori architettonici e statuari, pranzone dallo Zocchi lì vicino, per una degustazione tutta toscana irrorata da un ottimo Morellino (di Scansano come Mimmo). Fuori programma: esperienza estrema al Parco Avventura con arrampicate, scalate e lanci appesi a un gancio che corre lungo un filo di metallo, ritorno in città con escursione al Giardino del Dragone e confinante Giardino dell’Orticoltura con l’incantevole (col buio ancor di più) serra in ferro e vetro che tutta illuminata pare la casa della Fata Turchina di Pinocchio.
Frenky ritornando a casa non faceva che dire: “Madonna che bella domenica s’è passato.”
Bobi con il suo sfinito russare conveniva con lui.

Al museo

29 ottobre 2017

Il mio collega bravissimo (e bellissimo) di Storia dell’Arte m’invita alla mostra La presentazione di Gesù al tempio di Anton Domenico Gabbiani, di cui egli stesso è curatore.
La rassegna rappresenta una delle esposizioni più importanti dell’anno programmate dai musei comunali pistoiesi ed una delle più interessanti nel cartellone degli eventi ideati per Pistoia Capitale Italiana della Cultura 2017.
Facendo perno sulla pala di Anton Domenico Gabbiani oggi al Museo Civico, proveniente dalla chiesa benedettina di Santa Maria degli Angeli di Sala, commissionata all’artista nel 1709 ma consegnata solo nell’agosto del 1719, la mostra dà conto dell’importante innesto della cultura tardo-barocca fiorentina e romana a Pistoia, rappresentato dalla chiesa dell’antico monastero benedettino. L’edificio costituisce ancora oggi uno dei più interessanti esempi di interno settecentesco organicamente concepito, decorato fra il 1709 e il 1719 con affreschi, stucchi, sculture, dipinti dei più insigni artefici fiorentini, raccomandati per questa impresa dal Gran Principe Ferdinando de’ Medici.
Noi ci andiamo con Bobi al guinzaglio.

Appena entrato nel salone della conferenza prende a pigolare perché si annoia.
Il pigolìo è udito da un altro cane presente (il barboncino grigio di un’ottuagenaria tra il pubblico), che inizia ad abbaiare pretendendo di fare conoscenza.
Quando entrambi i cani escono in compagnia delle rispettive proprietarie per non arrecare disturbo agli ascoltatori, il barboncino grigio, fatta la conoscenza di Bobi, si piscia addosso dall’emozione.
Quando rientro in sala sollevata dal fatto che l’ottuagenaria se n’è andata, Bobi pretende di seguire la presentazione seduto non a terra come tutti i cani ma sulle mie gambe come tutti i bambini.
Quando, terminata la conferenza, lascio Bobi in piazza per poter andare a salutare in santa pace il mio collega, Bobi dà avvio a una serie di latrati disperati da abbandono materno.
Quando torno a prenderlo per portarlo con me, improvvisa salti e piroette come se non mi vedesse da sei mesi.
Quando entriamo nel cuore della mostra, camminando su un lucidissimo parquet, Bobi slitta sulle unghiette e dà di sé uno spettacolo penoso.
Quando ci avviciniamo al mio collega, che spiega quadro dopo quadro al pubblico interessato, Bobi inizia ad ansimare perché siamo in troppi e a lui la calca dà fastidio.
Quando parte il buffet e tutti si spostano ai tavoli dove vengono serviti bocconcini deliziosi e calici freschi del prestigioso catering “Valerio”, Bobi si mette in testa che qualcosa va anche a lui.
Quando vado nel bagno del museo a fare la pipì, lui si accorge che gli scappa come a me e la fa. Nel corridoio del museo.

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Un regalo per Bobi

28 ottobre 2017

“Ho deciso di fare un regalo a Bobi.”
“Davvero? Grazie! Che tesoro che sei. E cosa gli regali? Una pallina? Un pupazzetto?”
“No. Un pacchetto di dieci lezioni da Cane Sapiens.”
“Ma è troppo, costa una sassata! Non posso accettare.”

Ma lui ha detto fatti i cazzi tuoi cosa c’entri tu.

“Professoressa, ma perché odia il sabato libero?”
Perché mezzo mondo non lavora di sabato.
Perché il sabato è in fondo alla settimana e la settimana non finisce mai.
Perché il giovedì era perfetto: spezzava la settimana e mi rendeva libera quando tutto il mondo era occupato.
Perché il sabato i ragazzi a scuola dicono in continuazione: profe, via, è sabato! E questo tormentone mi divertiva tanto.
Perché il sabato portavo sempre in classe l’articolo del Galimba e soprattutto l’oroscopo di Pesatori per leggerli insieme a loro nella pausa.
Ora devo accontentarmi di mandargli la foto delle pagine sul gruppo di whatsapp.

Compra il Kong

28 ottobre 2017

Poiché ci troviamo a Firenze Sud, passiamo a salutare le veterinarie che ci hanno costrette ad abbandonarle per il dottor Matteo, che ha lo studio proprio sotto casa nostra.
“Ooooh com’è cresciuto Ubaldo! E, racconta, fa il bravo quando vai a scuola?”
“E’ bravissimo. Dove lo lascio, lì lo ritrovo. Non fa danni, non rompe niente, non abbaia, non si lamenta.”
“Accidenti. Incredibile. Però sicuramente un po’ di stress lo proverà.”
“A me pare di no. Quando rientro è felice, ma mai agitato, anzi, estremamente equilibrato, saltella perché sa che da quel momento sarò tutta per lui, ma non manifesta atteggiamenti di stress.”
“Ad ogni modo, ti consigliamo un oggetto che lo aiuterà ancora di più a trascorrere sereno le ore in cui tu sei al lavoro.”
“Davvero? Di cosa si tratta?”
“Del Kong.”
“E che roba è?”
“Un gioco di gomma semi-rigida, di forma conica, tipo alveare, con un buco in mezzo dentro il quale tu dovrai inserire del cibo.”
“Del cibo?!”
“Sì, un po’ di formaggio, dei croccantini, dello yogurt, una sostanza pastosa a base di carne, quello che vuoi tu.”
“Ma scusate. Io a Bobi da mangiare do solo le sue cose, il formaggio per esempio mai perché il dottor Matteo sull’alimentazione è rigidissimo. Non allungo mai bocconcini di quello che mangio io, insomma sono super ligia.”
“Ma questo oggetto ha una valenza psicologica: aiuterà il tuo cane a impegnarsi nel tentativo di far uscire il cibo nascosto dentro, distraendolo dal pensiero ossessivo di te.”
“Ma Bobi non ha il pensiero ossessivo di me. Mi pensa come lo penso io quando sono a scuola. Cioè sempre. Ma mica per questo diventiamo scemi.”
“Tu però a scuola hai tutti i tuoi studenti e i tuoi colleghi che ti distraggono, lui è solo in casa e si annoia mortalmente.”
“La sua cuccia pullula di ospiti, ha un sacco di amici con cui dirsela in mia assenza.”
“Ascolta, dacci retta. Compragli il Kong. Farai di lui un cane felice.”

Gli ho comprato il Kong, l’ho pagato 20 euro abbinato a una pasta rivoltante a base di fegato e gliel’ho dato.
Se non m’ha mandata affanculo è perché non sa parlare.

La barista

28 ottobre 2017

In quinta facciamo la prima verifica in classe sulle tipologie della prova d’esame. Una specie di simulazione tra di noi, in cui però cerchiamo di attenerci il più possibile a quelle che saranno le regole di giugno: banchi separati, silenzio assoluto, niente pausa cicchino, uscite al bagno solo se veramente indispensabile.
“Ma come, non ci manda fuori nemmeno a prendere un caffè?”
“Preferisco andarvici io.”
“Per me un espresso.”
“Per me un macchiato.”
“Due.”
“Per me un caffè lungo senza zucchero.”
“Io vorrei una bottiglietta d’acqua naturale.”
“Io con gas per favore.”
“A me una cioccolata calda.”

E insomma m’è toccato procurarmi un vassoio improvvisato utilizzando un cartellone in legno e girare per la scuola che sembravo una barista.

Siamo in riunione

28 ottobre 2017

La casa editrice dell’antologia che abbiamo pubblicato un anno fa, convoca me e Co-Autrice a una riunione per pianificarne l’edizione potenziata.
“Porta anche Bobi, mi raccomando.”
“Sei pazza?! Andiamo a una riunione di redazione, mica a una scampagnata.”
“Ma scusa. Ci sono quelle mamme che portano con sé i loro bimbi piccoli? Tu fai lo stesso col tuo cucciolo di cane.”
“Chissà se vogliono…”
“Certo che vogliono, lo sanno tutti che gli animali allentano le tensioni e favoriscono la comunicazione!”

“Possiamo portare con noi anche Bobi?” domandiamo al nostro redattore.
“Basta che non abbai e non sporchi” risponde lui laconico.

Appena arrivato, ha sganciato una pisciata nel giardino. Poco dopo, convintosi che il giardino fosse in automatico diventato suo, ha preso ad abbaiare per rivendicarne la proprietà privata.

Assemblea

26 ottobre 2017

Siamo talmente tanti, che per l’assemblea mensile ci spediscono al teatro Aurora di Scandicci.
Ma nemmeno la platea è in grado di contenerci tutti quanti.
“Chi è la classe più brava della scuola, per poterla mandare in galleria in via del tutto eccezionale?” mi domanda il vicepreside.

Un attimo dopo sono in piccionaia con la mia adorata quinta.

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In posa

22 ottobre 2017

Siamo onesti: uno che non lo sapesse, potrebbe pensare che Buontalenti abbia realizzato la Cappella di Villa Demidoff nel 1580 perché Bobi ci si mettesse in posa nel 2017.

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