Oro colato

Pubblicato il 20 dicembre 2014 da antonella landi

Lessi Maggio selvaggio perché vi si raccontava un anno d’insegnamento ai detenuti del carcere di Rebibbia.
Poi lessi Vita e morte di un ingegnere, vi trovai la prosa scientifica, poetica e straziante mai trovata prima in un autore contemporaneo e decisi che di quello scrittore romano avrei letto tutto il resto, da Sintassi italiana a Svenimenti, passando per Tuttalpiù muoio, scritto a quattro mani con Filippo Timi.
Poche settimane fa ho letto Oro colato. Otto lezioni sulla materia della scrittura e ho avuto conferme di cui comunque non abbisognavo.

Ieri pomeriggio Edoardo Albinati è tornato alle Oblate ospite della rassegna “Leggere per non dimenticare”.
Causa il periodo prenatalizio e il terremoto, c’erano pochissime persone: mi sono cullata nell’illusione che quell’uomo fosse lì solo per me.
Lo introduceva Sandro Veronesi, altra penna di cui leggere ogni parola.
Hanno parlato di come si scrive, perché e per chi lo si fa. Hanno compiuto accostamenti azzardati, ipotesi estreme, confessioni struggenti.

E’ stato un magnifico incontro.

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