Il regalo ritornato

Pubblicato il 27 dicembre 2014 da antonella landi

Come antipasto al suo vero regalo di Natale, compro per lui un cd di cui mi ha parlato l’amica del cuore, dei cui gusti mi fido ciecamente.
Glielo porgo il giorno dell’antivigilia.

“Icché l’è?!”
“Aprilo: ti piacerà.”
“Mh. Non la conosco.”
“In Francia sbaracca. Ho visto tutti i suoi video su youtube: è bellissima e bravissima.”
“Stappo uno champagnino e la ascoltiamo?”
“Bravò!”

Lei avrà sì e no trent’anni, il viso di un angelo giocoso, l’aspetto di una parigina intenzionalmente sciamannata, un sorriso largo che gli si vede le gengive. Ha, soprattutto, la voce di un usignolo roco e sa andare su e giù come una pazza tra le righe del pentagramma.
Nella copertina tortora del suo ultimo album ha un vestitino a sottoveste e gli stivali ai piedi, siede su una radio vintage e si appoggia mezza storta ad un panchetto su cui sono adagiate quattro torri Eiffel.
Non a caso l’album s’intitola “Paris”, è un omaggio roboante alla città più bella della terra (dopo Firenze) e contiene tracce immortali quali “Paris sera toujour Paris”, “La parisienne”, “Dans mon Paris”, “Champs Elysèes”, “Paris canaiile” che lei reinterpreta magistralmente.

“Mi fa cacare.”
“Ma come!”
“Chill’è questa gattina attaccata alle palle?”
“Ma cosa dici!”
“Mi fa veni’ du’ coglioni che mi fregano per terra.”
“Non è possibile: è meravigliosa!”
“Mi deprime in maniera pazzesca.”
“Ma io…”
“Non t’offendere: ripiglialo e tienilo per te.”

Da quel giorno, io vivo di Zaz.
Lui nel frattempo si è pentito, la rivorrebbe, ma ora s’attacca.

Comments are closed.