Una cagata pazzesca

Pubblicato il 30 dicembre 2014 da antonella landi

La prima volta fu lo scorso agosto, ad Arcetri, nella Villa San Michele. Una location perfetta per ambientarci “Come Galileo”, la triste vicenda galileiana che parte dal 1633 (anno in cui lo scienziato fu costretto ad abiurare al cospetto della Santa Inquisizione) e finisce nel 1642 (anno in cui -cieco, diffamato e solo, se si esclude la presenza affettuosa dell’allievo Vincenzo Viviani- egli si spense sul colle fiorentino). Io c’ero, quando l’attore Alessandro Riccio mise in scena lo spettacolo itinerante più originale, dissacrante e strepitoso a cui avessi mai assistito. C’ero, e risi così tanto che la pancia alla fine mi doleva.

La seconda fu al Parco dell’Anconella, sotto il tendone di “Gran Cabaret Deluxe”, lo scorso ottobre. E Alessandro Riccio, stavolta accompagnato da artisti diversi, in scena ci mise uno spettacolo amarcord che omaggiava il vecchio cabaret in quel suo modo assurdo e sgangherato, a metà del quale l’allestimento scenografico venne completamente distrutto. C’ero anche quella volta, a godermi l’incredibile capacità camaleontica di questo attore di passare dai panni di un uomo a quelli di una donna, da una ballerina di flamenco a un vecchino di Firenze che ha faticato a trovare parcheggio, e la pancia riprese a dolermi acutamente.

La terza fu nei locali fumosi e fatiscenti del circolino Arci a Pian del Mugnone, al titolo di “Bruna è la notte”, un mesetto fa. Lì Riccio, impeccabilmente travestito da una misteriosa e cazzutissima Bruna, virò verso un’interpretazione intimista, citando canzoni rivoluzionarie e Alda Merini. C’ero anche allora e la pancia mi doleva specialmente per la commozione.

E poiché, come si dice, non c’è due senza tre e il quattro vien da sé, ma soprattutto ormai di questo Riccio mi sono irrimediabilmente innamorata, c’ero anche a “Più meglio di te”, due sere fa, al teatro Everst di via Volterrana. Uno spettacolo su Babbo Natale e la Befana che litigano per contendersi il primato della bravura nella confezione e nella consegna dei regali ai bimbi.
Presente Fantozzi e la Corazzata Potempkin?
Ecco.
Una cagata pazzesca.

Ma ai grandi amori si perdona tutto.
E io ad aprile sarò anche al Teatro di Rifredi per “La meccanica dell’amore”.
Aspetterò che la pancia mi dolga ancora una volta, per il ridere e per il piacere di rivedere un bravo artista a cui, come a tutti i bravi artisti, viene consentito anche uno scivolone.

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