Due o tre stronzate

Pubblicato il 22 gennaio 2015 da antonella landi

“Profe, mi dispiace tanto ma io oggi all’incontro in libreria non posso venire.”
“Come! Mi avevi detto che ci saresti stato.”
“Eh lo so, profe, mi dispiace, ma io potevo di venerdì, poi questo mese l’incontro è stato anticipato al giovedì e io avevo già preso un impegno da tempo.”
“Peccato, mi dispiace molto.”
“Profe, io vengo, però glielo dico: mi vergogno appalla!”
“Anch’io profe, che figura di merda!”
“Profe io vengo, ma non leggo.”
“No, tu leggi eccome.”
“Profe lei mi conosce nel profondo: non so leggere.”
“Va bene. Allora vorrà dire che chiacchiererai un po’ con me.”
“Chiacchierare?! Davanti alla gente?! Allora non mi sono spiegato: io vengo a fare presenza e stop.”
“Sìe, bellino lui: o tutti o nessuno. Giusto profe?”
“Giusto.”
“Giusto un corno. Io a leggere-barra-parlare in pubblico ho dei problemi. Quindi vengo ma non leggo né parlo.”
“E allora che vieni a fare?!”
“A ridere.”
“Profe, scusi eh, ma io sinceramente non ho ancora capito cosa dobbiamo fare di preciso.”
“Ma nulla di che, ragazzi, non vi preoccupate. Come vi ho detto l’incontro è su Boccaccio. Voi venite coi piccoli brani del Decamerone che vi ho assegnato. Ci mettiamo seduti lì, io presento l’autore, dico due o tre…”
“…stronzate.”
Dice proprio così. Stronzate. E io lo so -perché glielo leggo su quel viso dolce, buono, dai tratti gentili e sempre amorevoli- che voleva dire bagattelle, notiziuole, sciocchezze, bazzecole, curiosità. Nel senso che non sarà affatto una lezione accademica, seriosa, approfondita sull’autore del Trecento. ma sarà, appunto, una chiacchierata, un’ora in compagnia per non dimenticare quanto è bello, nel 2015, rileggere 100 novelle scritte 7 secoli fa. Però dice così. Stronzate.
Immediatamente dopo averlo detto (stronzate), si rende conto di averlo detto (stronzate). Di aver detto proprio così. Stronzate. Capisce che dire così (stronzate) di qualcosa che dovrà dire la sua insegnante di Italiano a un incontro pubblico in libreria, non è elegante, e non è nemmeno carino. Ma ormai l’ha detto. Ha detto proprio così. Stronzate.
Che poi a pensarci bene tutti i torti non ce l’ha.

E quindi, ricapitolando: oggi, alle 18.
Chi non c’è peggio per lui: si perde due o tre stronzate.

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