Bassotuba non c’è

Pubblicato il 24 gennaio 2015 da antonella landi

Una ventina d’anni fa, per caso, m’imbattei in uno di quei libri che compri perché hanno un titolo ipnotico e poi ci resti ipnotizzata, Bassotuba non c’è, che io all’epoca non lo sapevo che il bassotuba è uno strumento musicale.
L’autore si chiamava Paolo Nori e viveva a Bologna. C’era scritto nel risvolto di copertina e io andai dal Peri, il grande bar coi biliardi in via maestra a San Giovanni, dove trovavi gli elenchi telefonici di tutte le città d’Italia, per cercare il suo numero. Come quelle cose che accadevano solo una ventina di anni fa -quando c’erano meno paure, meno privacy e soprattutto non esistevano i cellulari- ce lo trovai. Me lo trascrissi su un foglietto e, tornata a casa, gli telefonai.
“Pronto, buonasera, lei non mi conosce, ho letto Bassotuba non c’è, mi è piaciuto tanto, tantissimo, scusi il disturbo, ho bisogno di sentire come parla un autore che scrive in quello stile.”

L’altro pomeriggio Paolo Nori era a Firenze per un reading.
Leggeva Siamo buoni se siamo buoni.
Sono andata al caffè letterario Le Murate, mi sono seduta in prima fila, ho ascoltato le letture. Poi, a reading ultimato, mi sono avvicinata.
“Buonasera, lei non mi conosce, una volta lessi Bassotuba non c’è e le telefonai a casa per sentire come parlava uno che scrive come lei.”

Lui mi ha guardato, non se lo ricordava per nulla, ha fatto la faccia da riso. Come venti anni fa, ha evitato di mandarmi affanculo, è stato gentile.

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