Masha e Orso

Pubblicato il 19 aprile 2015 da antonella landi

Mi sentivo una cretina, così non lo confidavo a nessuno.
Lo guardavo di nascosto, segretamente sintonizzata su Rai Yo-Yo mentre ufficialmente dichiaravo di guardare, chessò, un documentario d’arte, un balletto, un concerto di classica su Rai Cinque, o un film colto su LaEffe.
In realtà rimanevo incantata davanti alla bambina autonoma e petulante che vive senza genitori, nel bosco, insieme a un orso succube e un po’ tiranneggiato, con cui stringe un legame ai limiti del parentale.
Oggi non ti scovo su Lettura del Corriere due paginate dedicate al fenomeno “Masha e Orso”, con tanto di interventi firmati da esperti dell’educazione? E non ti becco la classifica dei libri per ragazzi più venduti e scopro che quei due occupano la prima, la seconda, la terza, la quarta, la quinta, la sesta, la settima, l’ottava (con la nona l’ha spuntata Geronimo Stilton) e la decima posizione?
Dice Anna Antoniazzi (ricercatrice di Letteratura per l’infanzia nel Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Genova) che tràttasi di un cartone coraggioso perché esce dagli schemi. Aggiunge Massimo Liofredi (direttore della rete che manda in onda il cartone) che quello che doveva essere solo un programmuccio riempitivo gli è sbombato tra le mani. Commenta Angelica Bassi (specialista in Etologia applicata al benessere animale) che la serie educa alla rispettosa convivenza tra essere umano e mondo animale. Chiosa Gustavo Pietropolly Charmet (psichiatra e psicoterapeuta infantile) che la solitudine (serena e vincente) della piccola Masha è simbolo dell’attuale assenza dei genitori nell’infanzia dei figli.
Sia quel che sia, io so solo che quei due (l’orso privo di parola, la bambina dalla voce odiosa) mi ipnotizzano.
E da oggi -avallata da tutto questo bendiddìo di nomi di espertoni- potrò finalmente dichiarare di essere un’affezionata della serie, come da bambina lo fui di Pippi Calzelunghe.
E’ vero, Masha e Orso sono tarati per quella fascia d’età cosiddetta prescolare.
Infatti li guardo prima di andare a scuola.

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