Un uomo da favola

Pubblicato il 26 aprile 2015 da antonella landi

“Ciao…”
“Ciao!”
“Tanto piacere…”
“Piacere mio!”
“Complimenti, lo spettacolo è stato bellissimo…”
“Davvero vi è piaciuto?”
“Sì, tanto, davvero, bravi tutti e tre, e tu bravissimo…”
“E pensate che stasera ha preso una piega più malinconica, intimista. Si sentiva?”
“No, veramente…”
“Rispetto a quello di ieri, quello di stasera è stato tutto un altro spettacolo, un’altra atmosfera. Ero molto commosso!”
“A noi è piaciuto tanto…”
“Sì, ma infatti volevo dire che è stato più bello ancora rispetto a ieri: che culo avete avuto!”
“Sarai stanchissimo adesso…”
“Sì. Ma poi una fatica con questi cosi alle mani!”
“Davvero, fai vedere, oddio che unghie! Ma non le togli mai?”
“No eh, è gel, è fisso, vedi?”
“Uh, guardate qua, davvero, ma come fai a fare le cose?”
“Non ditemi niente, non posso usare il cellulare, battere al computer, un inferno! Però almeno ho ricominciato a scrivere a mano.”

Dopo due ore e mezzo della sua Favola, Filippo Timi ha aperto le porte del suo camerino alla Pergola per poche, pochissime persone.
Ha gli occhi che glieli guarderesti per un’ora, la bocca che quando ride si storce un poco, la voce cupa profonda vagamente metallica che ti scioglie le gambe, una maglia color mattone, il 47 di scarpe.
E’ gentile, accogliente, disponibile, non dice neanche un “cazzo”, “merda”, “vaffanculo” dei suoi.
Ed è bello. Bello. Bello da levare il fiato.

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