Semplicemente incanto

Pubblicato il 24 giugno 2015 da antonella landi

“Ma te, i testi, li capisci?”
“Io per nulla, te?”
“Neanch’io, zero.”
“Secondo me non hanno senso.”
“Neanche secondo me.”
“Per questo faccio tanta fatica a impararli a mente.”
“Anch’io.”
“Però potrebbe essere anche perché siamo invecchiate e la memoria non ci funziona più come una volta: mia figlia ha quindici anni e li memorizza tutti dopo un paio di ascolti.”
“Resta il fatto che contenutisticamente sono oscuri e sintatticamente non stanno in piedi. Per non parlare poi dell’uso improprio del pronome relativo e della totale mancanza di consequenzialità logica. Di sere nere che non c’è tempo non c’è spazio e mai nessuno capirà. Che cazzo vuol dire?!”
“Ma che ne so. A me comunque piace quella dei giornali.”
“?!”
“Dai, quella che dice fogli di giornale…”
“Ah, quella lista astrusa che non sono mai riuscita a imparare in fila.”
“Davvero, bisognerebbe trovare una strategia, un’associazione di idee per rispettare l’ordine.”
“Dunque. La cosa più importante da avere: una casa. Ma una casa senza libri non è casa. Altro oggetto base per una vita confortevole: l’auto. Anche perché senza quella non viene la parola successiva: viaggi. Infine i fogli di giornale, che non c’entrano una sega ma almeno si ricordano con facilità.”
“Vai, proviamo.”
“Case libri auto viaggi fogli di giornale che anche se non valgo niente perlomeno a te ti permetto di sognare e se hai voglia di lasciarti camminare scusa sai non ti vorrei mai disturbare ma puoi dirmi come questo andrà a finire?”
“Mah.”
“Boh.”

Eppure in concerto rende.
Perché ha due peculiarità speciali: una voce originale e una grande umiltà.
Un incanto, semplicemente.

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