Griglie di valutazione

Pubblicato il 2 luglio 2015 da antonella landi

Il sistema perfetto per la misurazione del livello di sintonia umana che si crea (quando si crea) in una commissione di maturità si colloca nel momento della pausa.
Finché la pausa si consuma in una modalità esclusivamente individuale (vado al bar, mi compro una brioscia e me la pappo), il livello di sudetta sintonia è quello basico della civile convivenza tra individui che il giorno prima non si conoscevano e dal giorno dopo sono costretti a lavorare gomito a gomito per un incarico oltretutto tanto delicato.
Se la commissione è fortunata, arriva il giorno dell’alea iacta est: un commissario (generalmente interno, ma può essere anche esterno) va al bar, compra le briosce per tutti e le porta in dono alla commissione nell’aula degli esami.
Tràttasi di momento topico e meritevole di un’analisi più dettagliata: da quel momento l’aula abbandona la freddezza dell’estraneità e prende ad assumere sfumature calde, sentimentali, quasi romantiche. Gli umani che la occupano abbassano gradualmente le barriere e si rilassano, la faccia si distende, il sorriso inizia a manifestarsi, prima timido, poi sempre più convinto. La pausa diventa una fase che definirei fondamentale anche per gli stessi candidati: quello che viene prima della pausa trova una commissione in calo energetico ma mentalmente proiettata all’ora successiva, quando affonderà il dente in qualcosa di sfizioso; quello che viene dopo ne trova una pienamente appagata da quello in cui lo ha appena affondato.
Da quando il dado viene tratto, è impossibile tornare indietro. Del resto, perché farlo?
Più sovente scatta il meccanismo opposto, detto della corsa agli alimenti: ciascun membro della commissione (a meno che non sia un pidocchio) farà di tutto per ritagliarsi un giorno da protagonista e offrire gentilmente un vassoio di leccornie.
Ricordo per esempio la regolare baldoria quotidiana a cui ci abbandonavamo due anni fa al Liceo Artistico di Grosseto, il cui Presidente (senese, contradaiolo dell’Onda) si presentò dopo la vittoria del Palio di luglio con un tripudio di dolci e di salati irrorato da una bottiglia di champagne.

In quella di quest’anno ho proposto di elaborare una griglia di valutazione declinata in varie voci (dalla consistenza dell’impasto all’omogeneità dei ripieni) per stabilire (domani, ultimo giorno) la migliore pasticceria di tutta Firenze.

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