Io e lui

Pubblicato il 7 agosto 2015 da antonella landi

Lui è alto e magro, io una tappa tracagnotta.
Lui è biondo, io rossa. Lui naturale, io tinta.
Lui è dolce, disponibile, accomodante. Io lunatica: devi dare nella giornata buona.
Lui non si arrabbia quasi mai. Io mi arrabbio quasi sempre.
Lui è morbido, liscio. Io dura e spigolosa.
Lui è discreto, riservato. Io ciarliera, sfacciata e ridanciana.
Io amo leggere, studiare, andare al cinema e a teatro. Lui odiava la scuola, al cinema ci va di tanto in tanto, a teatro (credo) mai. Però va a moltissimi concerti perché adora la musica.
Anch’io amo la musica, a fasi quella rock o quella lenta, uggiosa, classica, jazz, cantautoriale. Lui predilige il rap, l’elettronica leggera o ambient e nelle note cerca soprattutto l’evasione, l’allegria, la pace.
Lui da ragazzo qualche volta è andato a ballare. Io mai.
Lui balla spesso nudo in casa con suo figlio. Io no, perché non ce l’ho.
Lui è anche sposato. Io per niente.
Lui passerebbe una vita intera a viaggiare: ha visto La Thailandia, la Malesia, il Laos, il Vietnam, gli Stati Uniti, il Messico, Cuba, l’Egitto, la Spagna, la Francia e la Grecia. Anch’io viaggio volentieri, ma ho visto meno di lui.
Lui vorrebbe fosse sempre estate e trasferirsi per sempre in un’isola alle Baleari, io sogno un eterno inverno e una casa a San Pietroburgo.
Lui è vegetariano. Io capitolo davanti alla finocchiona.
Lui è un assiduo della palestra. Io giusto ieri ho disdetto (magno cum gaudio) l’abbonamento annuale a quella cazzo di Virgin.
Lui è pieno di tatuaggi. Io lo chiamo carta geografica.
Lui lavora nella moda, io mi metto ancora le magliette di dieci anni fa.
Io alla tele guardo solo i film, lui va matto per i talent.
Lui sa fare delle melanzane alla parmigiana da collasso, io me la cavo con la mozzarella in carrozza.
Lui frequenta ancora gli amici dell’infanzia. Io li ho cambiati tutti.
Lui toglietelo dal paesino di 1971 abitanti a mezza collina circondato dal verde dove vive e (a meno che non lo trasferiate alle Baleari) diventa pazzo. A me levatemi dalla mia città di 381357 abitanti e (a meno che non mi regaliate una casa a San Pietroburgo) muoio di disperazione.

Siamo fratelli, ci vogliamo molto bene, ieri siamo usciti insieme per una serata tutta nostra.
La mamma, vedendoci, sarà stata fiera di noi.

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