Franco il Grande

Pubblicato il 12 agosto 2015 da antonella landi

Quando arrivò la notizia che Patatina Fritta era rimasta incinta e che sarebbe stato maschio, in qualità di zia di primissimo grado mi permisi di proporre il nome che mi sarebbe piaciuto: Vasco?
Ricevuto in risposta dal Rondine un secco “scòrdatelo”, ne controproposi un altro: Franco?
Nessuno mi prese in considerazione e alla fine mi dovetti accontentare di quello che scelsero loro: Francesco.
Francesco è stato per me “Ippallina” fino a che non ha abbandonato la posizione ovoidale (una sfera di 4 chilogrammi con le gambe acciambellate) tenuta per i primi mesi di vita.
Era bellissimo. Il bambino più rotondo, armonioso e perfetto che io avessi mai visto in giro. Io e mio fratello gli dovemmo cedere il titolo di “Ippiubellodituttimmondo” che (secondo i nostri genitori) ci era appartenuto fino a quel momento.
Crescendo, Francesco ha cambiato completamente fisionomia: ereditati i fortunati geni di suo padre e di sua madre, è diventato luuuuuungo e magro come un fuso. Nonostante la metamorfosi che si compiva giornalmente sotto i nostri occhi, non ha perso un grammo della sua bellezza originaria.
Oggi Francesco è alto 133 centrimetri e pesa 26 chili. Ha i denti perfetti e due nèi prossimi alle labbra.
Ha i capelli di grano, gli occhi d’acqua, la pelle di seta, la bocca a ciliegia, il pisello a bocciolo di rosa.
A scuola naviga fisso tra il nove e il dieci, nei quaderni non ha neanche un fricciolo, nello zaino porta anche i libri che forse non servono perché non si sa mai, piace alle maestre (fatta eccezione per la volta in cui fu beccato in bagno a pomiciare con una tipa che dice di amare), socializza con facilità estrema.
Il nonno lo sogna ingegnere. Lui ha già annunciato che farà l’artista di strada. A tempo avanzato, il rapper. Il nonno è psicologicamente distrutto.
E’ attratto da tutti gli sport, ha rinunciato al karate per il basket perché la squadra gli piace più dell’individualismo, in piscina gli crescono le squame, a carte non accetta di perdere e arriva anche a bluffare.
A tavola mangia tutto. Anche gli spinaci, l’insalata, i piselli, i pomodori e il cavolo lesso. Perde la testa davanti a una ciotola di fragole.
Dove lo metti, sta. E sta bene dappertutto.
Piange solo se batte una boccata; nel frattempo mostra con fierezza i suoi ginocchi sbucciati.
Si scaccola pochissimo; personalmente, non l’ho mai sentito scoreggiare. In compenso tira dei gran rutti, anche finti.
Non si vergogna a dire “ti voglio bene” a chi ne vuole veramente, stravedeva per nonna Sgomèa, dimostra con spontaneità tutto ciò che prova, occhio però alle poppe se le avete.
Oggi Francesco fa otto anni.
Franco il Grande, mille auguri da Ziìna tua.

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