Cambia musica

Pubblicato il 17 agosto 2015 da antonella landi

C’è un ragazzo.
Vive solo, nella parte opposta di un cortile interno.
Forse fa l’università.
Quando non studia, si rilassa con la musica.
Gli piace il rock.
Lo ascolta a volume molto alto.
Dato il caldo, lo ascolta a finestre spalancate.
Le schitarrate e le distorsioni si diffondono nel cortile su cui affacciano le sue finestre.

“DA’ RETTA, O GIOVANE, MA PERCHE’ UN TUVVA’ AFFANCULO? TU C’HAI ROTTO I COGLIONI CON TUTTO QUESTO CASINO! CHE LA FAI FINITA CON CODESTA MUSICA DI MERDA?”
E’ una dirimpettaia che malcela il proprio disappunto in quello stile che potremmo definire tipico locale.
Chiunque avrebbe optato per una delle seguenti tre reazioni.
Reazione a. Spengere tutto e rintanarsi in casa ammutolito dall’imbarazzo.
Reazione b. Infischiarsene degli improperi e, anzi, dare un’alzatina al volume.
Reazione c. Affacciarsi alla finestra e rimandare a sua volta affanculo la vicina.

Il nostro giovane opta però per una quarta.
“Signora, dice a me?”
“A CHI TU VO’ CHE DICA?!”
“Cosa la disturba, esattamente?”
“CODESTA MUSICA DI MERDA!”
“Capisco. Mi scuso tanto. Vuole dirmi per cortesia quale musica le piace?”
“MA… CHE NE SO… LA CLASSICA?”
“Benissimo. Grazie signora. E scusi ancora.”

Rientra in casa, toglie il rock e a tutto fuoco spara Beethoven.

Lo giuro.

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