Come funziona l’occupazione

Pubblicato il 28 ottobre 2015 da antonella landi

“Professoressa ha sentito?”
“Cosa?”
“Pare stia per partire l’occupazione.”
“Occupazione di che?”
“Della scuola.”
“Non ne so niente e non ne voglio sapere niente.”
“Io veramente volevo chiederle delle informazioni.”
“Del tipo?”
“Del tipo: come si fa a occupare? Come funziona di preciso?”
“A me lo vieni a chiedere?!”
“E a chi sennò. L’insegnante è lei.”
“Scusa eh. L’occupazione è un gesto che gli studenti compiono per protesta contro qualcuno e/o qualcosa. E’ un atto non legale e chi lo fa se ne assume la responsabilità. Insegnare a occupare non rientra nei miei compiti. I professori non occupano.”
“Ma (poniamo il caso, per assurdo) se io volessi occupare, come dovrei fare?”
“Tu, nel cuore della notte, coperto e incappucciato, dovresti tentare di penetrare all’interno di questi locali e impossessartene barricandotici dentro a suon di catene, lucchetti e spranghe. Se invece (come immagino) arrivi a cose fatte, ti presenti davanti al portone e dichiari che sei un rivoluzionario, che vuoi schierarti con i rivoltosi, che vuoi cambiare le sorti della scuola e (già che ci sei) del mondo. Giuri fedeltà alla causa e stai a vedere se (con codesta faccia) ti fanno entrare.”
“Poniamo che mi fanno entrare. Se noi occupiamo voi cosa fate?”
“Noi arriviamo a scuola e la troviamo occupata, da voi, che vi ci siete barricati dentro e ci impedite di entrarci.”
“Davvero?!”
“E quindi come reagite?”
“Io personalmente telefono a casa tua e chiedo di parlare con tuo padre.”
“Ah.”

Certo che i primini da come sono teneri ti verrebbe da mangiarli a morsi.

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