Paris sera toujours Paris

Pubblicato il 15 novembre 2015 da antonella landi

La prima volta che vidi Parigi fu tanti anni fa.
Ci andammo d’inverno, sotto le vacanze di Natale, faceva un freddo cane e meraviglioso, io indossavo un cappellone nero, lui un giubbottone verde, dormivamo all’Hotel Printania, divoravamo i boulevards coi piedi e le baguettes coi denti.
Sulla collina di Montmartre c’imbattemmo nell’unica italiana che non avremmo mai voluto incontrare, ci beccò con una crepes per uno in bocca, dopo il panico per fortuna ci prese il ridere.
Non entrammo al Louvre e neanche al Musée d’Orsay, vagabondammo per i quartieri tipici e galleggiammo sull’Ile de la Cite.
Quando il vento ci pungeva troppo le mani e il viso, ci rifugiavamo in albergo e ci scaldavamo nel metodo più naturale e più bello del mondo.
La notte dell’ultimo dell’anno cenammo in un ristorante chic che alla fine della cena chiamò la polizia apposta per noi.
A mezzanotte eravamo sugli Champs-Élysées, lui ebbe in odio tutti quei bonne anne bonne anne accompagnati ai baci degli sconosciuti.
Visitammo il Père Lachaise, sostammo a lungo sulla solita tomba.
Alla Tour Eiffel facemmo una litigata di dimensioni epiche.
Fu una vacanza indimenticabile.
E infatti ci penso ancora, ora che Parigi l’hanno sventrata, privandola per sempre della serenità.

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