I non occupanti

Pubblicato il 17 novembre 2015 da antonella landi

I non occupanti si riuniscono in assemblea nella palestra della Martin Luther King.
Si accovacciano per terra e prima stanno ad ascoltare cosa dicono gli adulti: il vice e la vice-preside, la preside, qualche professore.
Inizialmente titubano a intervenire. Alla fine si fanno coraggio, qualcuno trae il dado, rompe gli indugi, spezza il ghiaccio.
“Sappiamo che chi occupa la nostra scuola sta ridipingendo le aule e disboscando il cortile posteriore. Ci chiediamo: c’era bisogno di prendere possesso di spazi comuni per fare queste cose? Non potevamo farle insieme, lasciando a ciascuno la libertà di decidere se dipingere, discutere o studiare?”
“Non è la prima volta che l’Artistico viene occupato. Ma è la prima volta che l’occupazione non è preceduta da un’assemblea indetta per votare. E’ democrazia, questa?”
“Si parla di protesta e di rivoluzione: quando parliamo di diritto allo studio?”
“Vengono presi provvedimenti disciplinari se facciamo più di cinque ritardi: cosa verrà fatto a chi sta occupando da una settimana tutti i locali della nostra scuola?”

Nell’attesa di conoscere risposte dovute a domande sensate, io sono tornata a casa mia perché di queste mattinate ciondoloni (con rispetto parlando) comincio ad aver le palle piene.

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