God save whatsapp

Pubblicato il 21 dicembre 2015 da antonella landi

L’anno scorso, nella scuola dove ho insegnato per cinque anni, caddi vittima della trappola del gruppo di classe su whatsapp.
Fui io stessa ad autointrappolarmici, quell’insospettabile mattina in cui (ingenua e candida) proposi ai secondini: “Ma perché non apriamo un gruppo?”. Mentre ne sottolineavo gli scopi squisitamente didattici, il gruppo era già nato e si chiamava BellaProfe. I ragazzi furono bravissimi a mantenere il patto e per qualche giorno tutto filò come da statuto: Ragazzi vi ricordo che domani interrogo, Profe cosa portiamo giovedì, Confermo verifica per martedì e così via.
Funzionava così bene, che ne aprii altri due, uno con la quarta e uno la quinta. E sarebbe andato tutto alla stragrande. Se io non fossi andata a stuzzicare i cani che dormivano. Buonanotte bimbi belli, ci vediamo domattina digitai una sera. Non avrei dovuto.
I gruppi si snaturarono nel giro di una manciata di ore, trasformandosi in un ibrido inquietante tra un diario di bordo redatto in diretta, un album di foto che gonfiava come la pancia di una donna incinta, un confessionale di segreti inenarrabili e uno sfogatoio a cuore aperto. I bip delle notifiche piombavano nella mia vita nelle ore più impensate.
Al che, quando l’anno scolastico finì, tirai un sospiro di sollievo e giurai a me stessa: mai più e mai poi.
Poi ho cambiato scuola.

All’Artistico, nessuno ha ventilato l’ipotesi gruppo per tre mesi. Io, poi, figurarsi: zitta e mosca.
Fino a qualche settimana fa.
“Con i ragazzi di seconda abbiamo aperto un gruppo su whatsapp” dice la collega d’Inglese.
“Dio ce ne scampi e liberi.”
“Ma no, è a scopo esclusivamente didattico, gliel’ho detto sai: guai a chi scrive qualcosa che non abbia a che fare con questioni di scuola! Dai, entraci anche tu, siamo solo noi.”
Siamo solo noi è diventato che ci sono 22 studenti e quattro professori, quella d’Inglese, quella di Discipline Geometriche, quello di Religione e io: Goodnight everybody!, Buonanotte fate sogni belli (cioè geometrici), Buonanotte ma non date retta alla collega, fateli poetici, Buonanotte, Dio vi protegga.

Ma questo forse mi sembrava ancora troppo poco.
Spinta da una forma patologica di par condicio, ho detto a quelli di terza che probabilmente un gruppo classe su whatsapp avrebbe coadiuvato il nostro programma di lavoro mantenendoci vigili sui rispettivi impegni.
“Veramente noi il gruppo ce l’abbiamo già: lo ha aperto la professoressa di Fotografia”.

Mentre lo dicevano, ero già dentro a far casino.

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