What a feeling

Pubblicato il 18 dicembre 2015 da antonella landi

A parte che Jennifer Beals era una figa pazzesca. Ma poi era il 1983, i film sulla danza -se si escludono i balletti idioti di Ginger e Fred- non s’erano mai visti, la colonna sonora era una bomba, la storia faceva un po’ patire (lei talentuosa ma squattrinata, costretta a fare l’operaia in una fabbrica di maschi, innamorata del capo ma abbastanza etica da starne alla larga e da incazzarsi pure quando scopre che lui ha messo una parolina buona con l’accademia a cui lei aspira, insomma oggi fantascienza) ma garantiva la catarsi finale. Una ricetta infallibile. Infatti fu un trionfo.
Inutilmente la solita critica rosicona con la puzza sotto il naso ci si mise d’impegno per stroncarlo. Inutilmente gli furono affibbiate due stelline su cinque. Flashdance fece una bella pernacchia a tutti e spopolò nel cuore dei ragazzi. Compreso il mio.
Sarà per questo che stamani, al Teatro Puccini, incastrata tra i miei alunni che hanno l’età che avevo io quando quel film uscì, ballonzolavo sulle poltroncine e canticchiavo what a feeling/ being’s believin’/ take your passion/ make it happen/ what a feeling.

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