Due cuori e una tenda canadese

Pubblicato il 19 dicembre 2015 da antonella landi

Il testo, fresco e brillante, è il riadattamento di una drammaturgia contemporanea inglese del trio Third Angel. Nella sua trasposizione, il giovane regista Edoardo Zucchetti ha spostato l’ambientazione dall’originale gelido appartamento nordico a un campeggio mediterraneo dal retrogusto vintage, luogo romantico per eccellenza. Purché non si sia raggiunta da (troppo) tempo l’età della ragione.
Al centro, l’amore un po’ sconclusionato fra Beth e Tom, coppia di trentenni insicuri che tirano avanti con la loro relazione facendosi molte domande e trovando pochissime risposte, fra infiniti battibecchi; incapaci di dirsi un semplice ti amo, quando ci provano approdano all’effetto opposto. Stressati e un po’ cinici, ma in fondo teneri e allegri, trovano rifugio in una tenda canadese per una vacanza fuori dal tempo, nella quale la loro convivenza prende la forma di un duello combattuto con le armi dell’ironia. Così, tra una sdraio, un fornellino, un tavolino da campeggio e qualche bicchiere di troppo, si disegna il ritratto di una coppia lontana da quelle a cui ci abitua la (peggiore) televisione.
Titolo: Presuction, Presunzione.
Sottotitolo: Due cuori e una tenda canadese.
Ieri (e oggi) al teatro di Rifredi.
La protagonista è una mia amica.
Buffissima. E bravissima.

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