Scelte antologiche

Pubblicato il 20 settembre 2009 da admin

In prima superiore l’Antologia si concentra esclusivamente sull’epica e sul testo in prosa: assaggi di poemi omerici, brandelli dell’Eneide virgiliana, e poi fiabe, favole, novelle e stralci di romanzo. Un’insalatona che vorrebbe dare un’infarinatura generale ma che generalmente non ci riesce mai, perché un poema va letto per intero e di un romanzo non puoi selezionare un capitolo sì e tre no.

In seconda superiore la prosa viene totalmente abbandonata, per far posto alla poesia. Largo al verso, alla strofa, alle rime, alle figure retoriche, ben vengano gli enjambement, le anadiplosi, le onomatopee, siano glorificati i sonetti, le ballate, i madrigali, i sirventesi, le frottole, gli strambotti e le odicine anacreontiche. Anche questa è un’insalata mista, ma a me piace di più perché la poesia si presta meglio alle piccole dosi, è come un balocco la poesia, e ti ci puoi gingillare come quando da piccina giocavi da sola in una stanza a giornate intere. Giocare alla poesia con gli studenti, poi, non ha eguali: essi si abbandonano a una disinibizione altrimenti controllata e le dichiarano senza pudore odio, amore, necessità, bisogno, voglia, passione, dipendenza, mancanza. Mai noncuranza.

I libri di testo che vogliono fare i moderni, affiancano le poesie della nostra letteratura alle canzoni dei nostri cantautori. In quello di quest’anno, accanto a Francesco d’Assisi c’è De André, insieme a Umberto Saba c’è Battisti, di fianco a Foscolo c’è Giorgio Gaber, di gomito con Dante c’è Vasco Rossi.

Io per esempio, fossi il poeta che s’è ritrovato accanto quel bischero di Povia e i suoi bambini petulanti sempre lì a fare ooooooooh, m’incazzerei come una biscia.

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