Francesco, a modo mio

Pubblicato il 22 settembre 2009 da admin

Francesco a scuola lo chiamo senza san.

Perché sui libri di Italiano lui è accolto nelle vesti di poeta.

Il primo poeta di una lingua nuova.

Altissimu, onnipotente bon Signore.

Francesco in classe lo faccio con la passione di quando ne lessi la Regola e i Fioretti, scorgendo in lui follia buona e umanità empatica.

Quest’anno avevo voglia di cambiare.

Stamani, raccontata la vicenda biografica, letto il testo in originale umbro del Duecento, preparato l’auditorio per evitargli scompensi umorali, ho fatto vedere e ascoltare la versione che al Cantico immortale hanno dato alcuni artisti nostrani, più o meno noti.

Branduardi ha risvegliato istinti religiosi evidentemente mai sopiti, Baglioni ha fatto sospirare come ai tempi di passerotto non andare via, Jovanotti ha fatto smuovere culi sulle sedie con la canzone dell’amore esagerato.

Marco Frisina non ha preso una ventina di pomodori sul muso solo perché non era fisicamente presente in aula.

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