Compiti, sesso e reazioni

Pubblicato il 24 settembre 2009 da admin

Topico, paradigmatico e simbolico è il momento in cui si riportano in classe i compiti corretti.

E fedele, fissa, nonché sempre uguale a se stessa è la reazione a cui si assiste a seconda se la classe a cui li riportiamo è al maschile o al femminile.

Non asserisco certo nulla di nuovo se affermo che i due sessi si distinguono inequivocabilmente tra di loro nel processo emozionale a cui vanno incontro e nella scelta lessicale a cui attingono per esprimerlo.

Mettiamo il caso di un’insufficienza conclamata al primo compito di settembre.

Se le ragazze tendono a interiorizzare (“è tutta colpa mia”) e ad estremizzare (“non ho più speranze”) volgendo tutto alla tragedia (“ormai sono bocciata”) e dando voce al personale sgomento con un pianto in piena regola (“profe scusi posso uscire ho da soffiarmi il naso”) che sgorga dai sensi di colpa di matrice cattolica (“come farò a dirlo ai miei che mi hanno generata con amore e si aspettano da me sempre il meglio del meglio”), i ragazzi mostrano reazioni più leggere (“vabbè, icchésaràmmài un 3 all’inizio dell’anno”), con sfumature ampiamente filosofiche (“l’importante è avere la salute, il motorino e l’abbonamento al Franchi”) e prospettive meno catastrofiche, esternate in forma rigorosamente sincopata (“mimportunasega”).

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