Fate una tesina originale

Pubblicato il 26 marzo 2016 da antonella landi

Insegnando ai ragazzi di terza come si fa una tesina, insistevo molto sull’originalità: del taglio, dell’impostazione, dello stile e dell’argomento.
“La Seconda Guerra Mondiale mi esce dalle orecchie, non ne posso più (soprattutto di leggere le solite scopiazzature da wikipedia): scegliete un tema che vi rappresenti e fate in modo che tutto quello che scriverete sia veramente scritto da voi. Capito? Stupitemi! Scioccatemi! Siate originali a partire dal titolo!”

Cristoforo Colombo come argomento ha scelto la musica techno e fin qui va be’, nulla di che.
Come titolo ha messo TI SFONDO A SUON DI CASSE.
Sottotitolo: Se hai una giornata NO (ma anche una Si’) leggimi.
Nella parte bassa del frontespizio, sotto i dati della scuola e della classe, ha messo (a mo’ di casa editrice) TUNZE TUNZE PARA PARA TUNZE.
Veniamo all’indice.
Capitolo 1: EPIDEMIA.
Capitolo 2: NOI NON CI DROGHIAMO.
Capitolo 3: E’ UNA PAGINA BIANCA, SCRIVICI QUALCOSA TE.
Capitolo 4: FONTI.
Ma prima dei capitoli, la Premessa, sulla quale insisto sempre tanto perché spesso è l’unica parte che i professori leggono davvero.

Salve lettore di questa tesina. Ti vorrei informare sul perché di questo argomento. All’età di sette anni ho cominciato a fare le mie prime esperienze con la musica, escludendo subito quella italiana perché troppo noiosa e composta per lo più da lacrime e delusioni. Sono passato al rap straniero perché mi dava una carica pazzesca, ma ho abbandonato anche quel genere perché era monotono e così ho deciso di ascoltare solo musica senza parole. I miei amici mi hanno consigliato la techno, che all’inizio non mi piaceva molto. Ma dopo averla ascoltata meglio me ne sono innamorato e non riesco più a levarmela dalla testa. Questo genere è adatto per qualsiasi emozione tu stia provando.
Non voglio annoiarti, per questo mi fermo qui e ti invito a leggere le pagine successive nelle quali ti parlerò di cosa è composta la musica techno e cosa possono scaturire i suoi suoni.
Non sarebbe nel mio stile, ma qualcuno mi ha detto di augurare buona lettura per cui, ehm… buona lettura.

Nel Capitolo 1 (“Epidemia”) Cristoforo Colombo sostanzialmente avverte noi lettori del fatto che la techno è una malattia sprovvista di rimedio. “Non cercate di combatterla, tanto perderete”.
Nel Capitolo 2 (“Noi non ci droghiamo”) Cristoforo Colombo sostiene che solo l’un per cento di chi ascolta quellammerda quella musica fa uso di droghe e che a lui l’ascolto non ha causato alcun problema. “Se mi dite: dal cervello che hai non si direbbe, vi rispondo: tranquilli, sono così dalla nascita”. Il capitolo si conclude con un urlo: NOI NON CI DROGHIAMO E TI DIFENDEREMO. Tra parentesi: techno.

Le Fonti hanno dell’incredibile e cominciano così:
Premetto subito che non sono riuscito a trovare libri che parlassero di questo argomento, ma ho fatto molte ricerche online e ho preso le notizie a mio parere più interessanti.
La mia testa è stata un cassetto dentro al quale ho trovato molte fonti per esperienza personale.
Poi www.treccani.it dove trovi qualsiasi cosa.
Dopo www.repubblica.it un sito che parla di attualità.
Infine www.cutegirlbadlighting.it un sito che parla di tutto.

Sinceramente non so se dargli un voto o se andare a cercarlo all’Isolotto per picchiarlo.

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