Guacamole pasquale

Pubblicato il 27 marzo 2016 da antonella landi

Per fare un guacamole come dio comanda bisogna: trovare gli avocado buoni e maturi e non quelle zucche verdi dure e insapori che spacciano al supermercato, procurarsi un mazzo di cipolle fresche di Tropea, dei pomodori rossi e succosi, e infine del lime, il limoncino verde che si usa nel mojito. Bisogna poi conoscere la ricetta originale, senza affidarsi ai siti culinari della Rete. Meglio ancora sarebbe conoscere un messicano o uno spagnolo. Va bene anche un italiano, purché abbia vissuto un po’ da quelle parti. Che ve lo insegni bene a voce, che ve lo faccia vedere in diretta, mentre ve ne spiega la derivazione etimologica (da ahuacatl = “avocado” + molli = “salsa”).
L’avocado è bellissimo da sbucciare, ma bisogna andarci con la mano delicata perché sennò si sdegna. Estrarre il nocciolone, ma non buttarlo: servirà a non far annerire la salsa finita. Schiacciare la polpa con una forchetta, lasciare qualche pezzo un po’ più grossolano degli altri. Intanto ridurre a dadini i pomodori e a dischetti le cipolle, unendoli via via al composto. Strizzarci dentro il succo di un lime. Un pizzico di sale, due giri di pepe, e razzolare tutto. Lasciare insaporire prima di mangiarlo, ricordando appunto d’infilarci dentro il grosso nocciolo marrone per evitare che si ossidi.
Si gusta con i nachos, ma è favoloso anche sul pane integrale abbrustolito, accompagnato alle patate lesse, o direttamente ciucciato dal dito precedentemente infilato nella ciotolina.
La mia mamma (quando -pochi mesi prima che morisse- glielo feci scoprire) ne andava pazza.
Oggi con il babbo ce ne siamo ricordati, mangiandolo insieme nella prima Pasqua senza lei.

Comments are closed.