Il terzo occhio

Pubblicato il 31 marzo 2016 da antonella landi

“Bentrovata!”
“Salve dottoressa Fior di Prugna, come sta?”
“Io bene. Lei e le sue caldane?”
“Sono tornate a infastidirmi negli ultimi tre giorni.”
“Non sono le caldane: fa caldo. Ad ogni modo, potenziamo gli aghi.”
“In che senso?!”
“Ecco qua: oggi gliene metto uno anche nel terzo occhio. Lei però chiuda gli altri due che altrimenti le fa effetto. Buon pisolo.”

Buon pisolo un corno, penso con un ago piantato tra le sopracciglia.
Invece per i 20 minuti successivi sprofondo nel consueto sonno-bomba e divento la protagonista di una nuova avventura onirica. Piena campagna, mezza collina. Una casa rosso fegato, sette galline con cinque uova fresche sotto il culo, un’oca chiacchierona che fa il bagno in una vasca, tre gatti che fanno come se fosse casa loro. Due fratelli grandi, due bambini piccoli, una donna con gli occhi azzurri ai fornelli. Un pranzo vegano, un dolce ai lamponi. Un orto da zappare e vangare, erbacce da estirpare, fragole e insalata da impiantare. Una raccolta di vermi lunghi e ciccioni lasciati ad abbitorcolarsi in un bicchiere. Una passeggiata tra gli olivi, un maiale nero che si crede un cane in un giardino, la testa piena di ossigeno e di sogni.
Poi, come ogni volta, il sogno finisce.

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