La logorante arte della valutazione

Pubblicato il 15 giugno 2016 da antonella landi

Lui è un talento naturale. Lei non ne ha fallita una. L’altra ha un po’ chiacchierato, ma ha prodotto dei piccoli capolavori. Quell’altra ancora ha una predisposizione alla filantropia che va premiata. Loro hanno fatto allegra combriccola, ma son tanto simpatiche. Le altre due erano timidissime, ma piano piano sono uscite allo scoperto. Lui non ha fatto un cazzo, ma mi ha fatto scompisciare. Il suo amico non ha combinato una sega, ma mi ha coperta di abbracci quotidiani. Quelle due hanno fatto coppia fissa, sempre in prima fila. Lui ha viaggiato in cronico ritardo, ma negli ultimi due mesi ha messo il turbo e ha sbombato. Lei all’inizio era in simbiosi con il muro, ma poi se ne è staccata, è salita su una sedia e ha iniziato a declamare. Lei è stata anarchica, ma ha scoperto che scrivere era bello. Lui ha un’intelligenza raffinata che non si può ignorare. Quella è arrivata dopo e si è messa a sfumettare di brutto. Quell’altra mi ha fotomontata in ogni salsa, ma ha fatto un lavoro sul suo corpo che non dimenticherò mai. Lui non è portato per le mie materie, ma le ha studiate sempre col sorriso.

Detesto scrutinare i miei studenti e ridurli a un numero compreso tra uno e dieci. Ma -ahimè- è tempo di voti e di pagelle.

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