Dalle 3 alle 6

Pubblicato il 21 ottobre 2016 da antonella landi

Sono dieci anni che ci conosciamo. Le nostre strade s’incrociarono all’Itis Meucci, io dietro la cattedra, lui dietro il banco. Finché eravamo a scuola secondo me gli stavo abbastanza sulle palle: spiegavo, interrogavo, cazzo volevo? Ma finito l’anno nacque lentamente un’amicizia che non si è mai sopita, neanche ora che di anni lui ne ha trenta e io cinquanta, e più il tempo passa più ci uniscono le cose della vita. Due, massimo tre volte l’anno è la cadenza con la quale ci vediamo: mi porta a cena fuori, si fa una passeggiata in centro, mi racconta, gli racconto, in una sorta di autoanalisi fate-da-voi che produce sempre effetti interessanti.

Stavolta sono passati quattordici mesi, poco più di un anno fa, dall’ultimo incontro. Viene a casa mia, gli faccio un tè, gli faccio i King, gli faccio dire tutto quello che gli pare. Ha mollato il lavoro che faceva, si è iscritto a un corso per impararne un altro, ha lasciato la ragazza, ha imparato a stare solo, guida la moto in luoghi isolati e fa meditazione, non sente più l’esigenza di uscire a tutti i costi, legge tanti libri, ascolta tanta musica, si fa tante domande.
Resta da me dalle 3 alle 6, mi fa un gran piacere.

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