Ma però

Pubblicato il 27 novembre 2016 da antonella landi

“Gertrude avrebbe voluto ribellarsi alla decisione paterna e rifiutare il velo monacale, ma però non riuscì mai a opporsi…”
“Ma però non si dice. Correggi la risposta e vai avanti.”
“Scusi professoressa, ma però si dice.”
“No. Ma però non si dice!”
“E invece sì. Ce l’ha detto Zan Zan!” (Zan Zan è un mio collega di Disegno che quando spiega dice: vedete, è facile, guardate come si fa: zan zan, ecco fatto!)
“Con tutto il rispetto e l’ammirazione che ho per Zan Zan, scusate, ma l’insegnante di Italiano sono io.”
“Ma Zan Zan ha i genitori professori di Italiano!”
“Allora insistete! Ma che mi volete far arrabbiare?!”
“Professoressa, Zan Zan ci ha detto che i suoi genitori gli hanno detto che anche l’Accademia della Crusca ha detto che ma però si può dire!”
“Ho capito: volete litigare. Allora fermi con la correzione delle domande sui Promessi Sposi e consultiamo il sito della Crusca.”

Per chiarezza si può subito anticipare che l’incontro delle due congiunzioni ma però (e di ma bensì) non è da condannare, a dispetto di quanto sostenuto da una certa tradizione grammaticale e spesso dall’educazione scolastica.

Ma però io m’oppongo uguale.

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