A me mi

Pubblicato il 27 novembre 2016 da antonella landi

“E comunque sia ben chiaro: se voi volete dire ma però, io pretendo di dire a me mi.”
“Ma però a me mi non si può dire, professoressa.”
“Ma però a me mi piace e quindi io lo dico. Anzi, già che ci siamo chiediamo anche questo all’Accademia della Crusca.”

Qui si avverte bene che il primo pronome, tonico, ha più forza del secondo, atono, quindi ha un valore diverso. E’ sempre, certo, legato al verbo parere, ma estratto dalla frase e preposto ad essa, come “tema” del prossimo enunciato; equivale dunque a “quanto a me, per quanto ne so io” e quindi contiene maggiore informazione del semplice complemento di termine che lo segue (mi).

Pigliate, incartate e portate a casa.

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