Sì o no

Pubblicato il 22 dicembre 2016 da antonella landi

“Stavo poco bene.”
“Ho avuto troppo da fare.”
“Il ragazzo mi ha lasciata, ho pianto tutto il giorno.”
“Sono innamorato, non ho testa.”
“I miei mi hanno portato fuori per forza e siamo rientrati tardi.”
“Ho lasciato il quadernone a casa.”
“Non riesco a trovare il foglio, dev’essere qui nello zaino ma…”
“Come sa, i miei sono separati, ieri ero dalla mamma ma il libro era dal babbo.”
“Credevo oggi non ci fosse italiano.”
“Credevo oggi spiegasse.”

Basta.
Ho fatto il pieno.
Le scuse, le parole, le mezze verità, le bugie, i discorsi, le argomentazioni, i particolari. Non mi interessano più. Mi hanno rotto le palle. Mi annoiano a morte. Non li ascolto nemmeno. Sono aria. Aria vuota.
Quello che voglio è un sì. O un no. Rapido, veloce, essenziale, sincero.
“Hai fatto i compiti?”
“Sì.”
“Sette. Hai fatto i compiti?”
“No.”
“Quattro.”

Da quando abbiamo eliminato i pleonasmi, la vita a scuola si è incredibilmente alleggerita.

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