Come rovinare il sogno di Babbo Natale a un bambino e sentirsi una merda

Pubblicato il 27 dicembre 2016 da antonella landi

“Carissimo Francesco,
chi ti scrive è Babbo Natale.
Potrai avere l’insistente impressione di riconoscere in questa lettera la grafia della zia. Infatti la sta scrivendo per me sotto dettatura.
Proprio lei mi ha raccontato di quel giorno in cui, a casa sua, cantavate insieme L’isola che non c’è mentre lei si accompagnava alla chitarra e mentre tu esprimevi il desiderio di possederne una tutta tua.
Eccola, è questa, è per te.
Ti auguro di cercare nella vita tante isole che non ci sono e di essere sempre felice.
Tanti auguri!
Tuo Babbo N.”

“Che bella Eko! E che bella custodia! E ci sono anche tre plettri, duro, morbido e medio! Zia, ma secondo te è già accordata?”
“Penso di no amore: sai, l’ho comprata più di un mese fa e da nuove le chitarre si scordano subito.”

Nel suo sguardo, un misto straziante di incredulità e sgomento.
E’ ufficialmente iniziata la vita anche per lui.

Comments are closed.