Gmassi e Nina

Pubblicato il 27 gennaio 2017 da antonella landi

Gmassi (dove G è l’iniziale del cognome e Massi è l’inizio di un nome a dodici caratteri) lo conosco dal 1993. Abitavamo nella colonica grandissima e malconcia di cui ho scritto molte volte, la casa dove sperimentai la condivisione degli spazi e delle anime, imparai la delicata arte dell’accettazione e della partecipazione, ed esercitai un’amicizia che fino a quel momento e in quei termini mi era sconosciuta.
Già in quel tempo Gmassi, oltre che il musicista, faceva il lavoro che fa oggi, l’accalappiacani come dicevamo allora per far presto, in realtà l’ufficiale addetto al recupero dei cani feriti, smarriti o abbandonati. Mille sono state le avventure in cui Gmassi si è trovato coinvolto, una su tutte quella con Caio, ferocissimo pitbull terrier da cui fu ripetutamente aggredito e su cui vennero imbastite storie orrorifiche da raccontarsi dopo cena davanti al focolare.
Oggi Gmassi si occupa più che altro di animali selvatici, vaga sempre per i boschi e viene a contatto quotidiano con cervi, daini, aquile e cinghiali.
Qualche tempo fa recuperò una cinghialina sfortunata e la portò al rifugio per curarla ed accudirla.
“Guarda com’è -mi dice oggi a pranzo mostrandomela in una foto (quella sotto) pubblicata anche dal National Geographic- L’ho chiamata Nina.”

La notizia bella è che Nina sta benissimo ed è salva.
Quella brutta è che Nina, avendo perso la testa per Gmassi, s’incazza con qualsiasi donna si avvicini a lui anche per dirgli solo una parola.

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