Pororobo

Pubblicato il 17 marzo 2017 da antonella landi

Il compito per oggi, assegnato l’8 marzo scorso, chiedeva a ciascuno di scegliere una grande donna della storia, raccogliere notizie su di lei e venirle a raccontare alla cattedra in prima persona. Con Madre Teresa di Calcutta, Marie Curie e Rosa Parks è andato tutto bene. Poi è arrivata lei, e la platea femminile -di cui facevo parte anch’io per essermi trasferita in mezzo ai banchi- ha imprevedibilmente assunto i tratti peculiari delle donnine di paese che cianano affacciate alle terrazze.

“Mi chiamo Tina Modotti…”
“O chill’è!?”
“Mah. Io un la conosco.”
“Nemmen’io.”
“Nemmen’io.”
“… e sono nata a Udine il 17 agosto 1896 da una famiglia operaia aderente al fascismo. Mio padre, Giuseppe, era meccanico e carpentiere, mentre mia madre, Assunta Mondini, era cucitrice. Visto che la mia famiglia cominciava a diventare sempre più numerosa, all’età di 12 anni ho iniziato a lavorare come operaia in una filanda con uno stipendio da fame che non bastava mai. E infatti non vi nascondo che, per racimolare qualche soldo, ho fatto di tutto. Sì, davvero di tutto. Perfino prostituirmi.”
“Come come?”
“La batteva?!”
“Mah, che vergogna.”
“Cominciai ad apprendere qualche elemento di fotografia dallo zio Pietro, purtroppo però mio padre decise di emigrare negli Stati Uniti e così mi sono ritrovata a lavorare in una fabbrica tessile di San Francisco.”
“Hai capito… San Francisco…”
“Butta via!”
“In effetti, benché la filanda mi perseguitasse anche in America, San Francisco mi ha aperto le porte a una vita diversa: mi sono potuta avvicinare al teatro recitando in alcune filodrammatiche della Little Italy.”
“Figurati, alla fine l’è diventata perfino attrice!”
“E’ lì che ho conosciuto Robo.”
“ROBO?!”
“O questo chill’è!?”
“Ma poi, che nome c’ha?!”
“Ahahah! Robo!”
“Robo mi ha spinta ad appassionarmi all’arte; ben presto ci siamo trasferiti a Los Angeles e la nostra casa è divenuta sia una mostra permanente dei nostri tessuti dipinti con la tecnica del batik, sia un luogo d’incontri per intellettuali. Che cambiamento, eh? Per una povera italiana emigrata!”
“Ma icché fa, se la tira?!”
“Ora, perché l’è andata a vivere a Los Angeles la fa la splendida…”
“Intanto se unn’era per ROBO (ahahah!) l’era rimasta alla filanda.”
“A Los Angeles ho recitato con Roy Clement, ma ben presto mi sono stufata, tutto troppo commerciale per i miei gusti…”
“Uh mammina che antepatica!”
“Davvero, che smorfiosa!”
“Ma soprattutto, a Los Angeles, ho incontrato Edward!”
“EDWARD?!?! O questo da ‘ndo’ scappa fori?!”
“Sono diventata la sua modella preferita e la sua amante.”
“Che sudiciona!”
“Ma che zoccola!”
“Vergogna!”
“E Robo?!”
“Robo, quando scoprì che l’avevo tradito con Edward, scappò in Messico, dove si ammalò di vaiolo e morì…”
“NO! ROBO MORTO?!”
“POROROBO!!!”
“Il classico becco-e-bastonato.”
“Anch’io dopo poco mi sono trasferita in Messico, dove ho conosciuto Frida Kahlo e Diego Rivera…”
“Oh! Zitte, zitte! C’è Frida e Pansòn!”
“Ci accomunavano la simbologia allegorica (la falce, il martello e la pannocchia ad indicare l’unione del lavoro operaio con quello contadino) e la speranza in un mondo migliore, privo di ingiustizie e povertà. Tra parentesi, ho avuto una relazione con entrambi.”
“Cosa cosa cosa???!!!”
“Hai sentito! L’è andata a letto con tutt’e due!”
“Tutt’e due chi?”
“Frida e Pansòn!”
“Ma come!”
“Vedrai, Frida si sapeva che era bisex. Diego Rivera poi era un maiale.”
“POROROBO!”
“Giunse però il momento in cui io e Edward ci seperammo.”
“Ma come! Si son lasciati?!”
“Cioè, prima ha rincornato il Pororobo e poi l’ha mollato anche questo?!”
“Ma questa donna è uno scandalo!”
“Ed è stato allora che ho incontrato Vittorio Vidali, il grande rivoluzionario italiano!”
“Giueee, e siamo a tre!”
“Sì, e tutti quelli che non c’ha detto.”
“Ora e sempre POROROBO.”
“Fu la svolta per la mia fotografia: cominciai a spostare il mio obbiettivo verso forme dinamiche…”
“Sìsì, lo so io di che obbiettivo parla, questa sudicia…”
“… e ad usare la fotografia come strumento di indagine e di denuncia sociale.”
“Ah, ora quando si fa quella-cosa-lì si dice indagine sociale?”
“E comunque, a prescindere da tutto, POROROBO!”

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