Basta che funzioni

Pubblicato il 13 ottobre 2009 da admin

Dice che l’ultimo di Woody Allen è l’ennesima replica delle sue reiterate, rivisitate e riproposte tematiche di sempre.

Dice che anche in questo film si parla degli ebrei, della crisi di coppia, della psicoterapia e di New York.

Dice che lui è ancora lui, sempre quello, quello di sempre: insicuro, maniacale, inetto, inadatto, indeciso, balbuziente, tentennante, depresso, cinico, amaro, disilluso. Che non ha avuto alcuna metamorfosi contenutistica né formale, che non ha fatto come tanti (tipo Ozpetek) che a un certo punto hanno cambiato genere, ambientazione e tono alle loro storie, ma che si è mantenuto come era, come è sempre stato, come è ininterrottamente dal 1962.

Dev’essere un film meraviglioso.

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