Tre volte te

Pubblicato il 5 maggio 2017 da antonella landi

Fosse per lei, non leggerebbe nemmeno le controindicazioni delle medicine. Ogni volta che assegno un libro in lettura domestica, assume l’espressione della faccina che alza gli occhi al cielo. Contemporaneamente, inizia a pensare come fottermi facendomi credere di aver letto un libro che non intende neanche aprire.
Eppure suo padre è quello che le recita a memoria i Sepolcri quando la porta a pranzo al ristorante; è quello che ancora si ricorda alla perfezione il programma di Italiano del liceo; è quello che ispirandosi ai poeti di ieri compone oggi testi da suonare alla chitarra.
Lei però nulla, da quell’orecchio non ci sente.
Ma ecco l’altro giorno spuntare sul suo banco un mattone di non so quante pagine ma parecchie e lei guardarlo tronfia e sognante.
“Ma tu leggi!” ho esclamato felice.
Era Tre volte te, l’ultimo di Moccia, sì, quello dei tre metri sopra il cielo.
Da allora io martello perché smetta, lei ostinata prosegue.

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