Seconda prova

Pubblicato il 23 giugno 2017 da antonella landi

“A venticinque anni ho intuito che la luce e l’ombra sono i lati opposti della medesima cosa, che il luogo illuminato dal sole viene sempre raggiunto dall’ombra. Ecco cosa penso ora, a trent’anni: più è profonda la gioia più è intensa la tristezza, più è grande il piacere più acuta è anche la sofferenza. Se si tenta di separarli si perde se stessi. Se si prova a disfarsene crolla il mondo.”

Con queste (verissime) parole di Natsume Soseki si apriva il testo proposto dal Ministero per la seconda prova di maturità, che all’Artistico dura non uno ma tre giorni. Stamani ero di sorveglianza all’indirizzo di Arti Figurative. Ho visto schizzi preliminari e bozzetti pieni di annotazioni; progetti esecutivi e tavole di ambientazione; opere originali affiancate a particolari di suddette opere eseguite in scala con tecnica libera. E mi sono goduta il talento di questi artisti diciottenni, così diversi dalle centinaia di maturandi incontrati finora in tanti anni, così irriverenti di fronte all’etichetta che vorrebbe il candidato in camicia, così liberi nel loro aspetto stropicciato.

Ora chiudo la valigia e parto per una festa di compleanno lunga tre giorni.

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