Sfiorata la tragedia

Pubblicato il 19 luglio 2017 da antonella landi

Torna il caldo, torniamo in piscina.
Oggi siamo in sette: io, Vanda, tre inglesi, il barista e il bagnino.
Intorno, tutto il parco per noi.
Pace, silenzio, cicale, rondini, uccellini, una musichetta bassa bassa dal baretto.
Nessuno parla, nessuno grida, nessuno schizza; il paradiso è questo, senza il biglietto da pagare.
Prendiamo la migliore postazione, all’ombra naturale di un ulivo con il tronco grosso e la chioma generosa.
Apparecchio per me (crema protettiva, occhiali da sole, telo da bagno, libro) e per lei (ciotola dell’acqua, premietto saporito).
Ci adagiamo, ronfiamo di brutto, all’unisono.
Viene l’ora di pranzo, ordino una schiacciata calda ripiena di cotto e fontina, condivido il cotto con lei. Ne mangio mezza, ripongo l’avanzo nel tovagliolo, vado in bagno.
Torno, l’involto non c’è più.
L’inglese che ha visto la scena ride.
Infilo la bocca del guinzaglio all’angolo della sdraia, mi assopisco.
Mi sveglio, mi volto per controllo, spariti guinzaglio e Vanda.
Salto in piedi, scandaglio con lo sguardo il parco, nessuna traccia del primo né della seconda.
Mi batte il cuore, mantengo la calma, continuo a guardare.
Niente.
Mi batte più forte il cuore, perdo la calma, rastrello il giardino.
Niente.
Il cuore mi va in gola, imbocco a corsa il sentiero dell’uscita, attraverso l’area riservata ai pranzi all’aperto del ristorante dell’hotel, c’è una cerimonia, ci sono tante cravatte, io scalza e in bikini nero, corro, corro, il cuore ce l’ho nelle tempie, in testa un pensiero solo (il Moro), come faccio a dire al Moro che gli ho perso Vanda, e che ne sarà di Vanda perduta nei boschi della Bolognese, e che ne sarà di me senza di lei?
Non mi metto a gridare il suo nome per un motivo solo: non ci sente.
La cerco nel silenzio, nella mia testa un caos di sibili e di fischi, nei miei occhi uno sfarfallio di luci impazzite, arrivo alla macchina, mi sento svenire.
Intravedo il bagnino, mi viene incontro, smanaccia per dirmi di qua, sorride.

Vanda dormiva sotto la sdraia accanto alla mia, bianca lei, bianca la sdraia, bianco il pensiero impanicato, bianca la ragione quando si perde nella paura.

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