Dieci

Pubblicato il 12 agosto 2017 da antonella landi

Caro Francesco,
quest’anno ho deciso che gli auguri te li faccio anche qui. Te li ho già fatti questa mattina alle otto, appena alzata, cantandoteli con la voce da travello, e li ho mandati al tuo babbo con un vocale su whatsapp che poi hai ascoltato al tuo risveglio come sempre allegro. Ma te li rifaccio. E te li rifarò anche dopo, quando ti raggiungerò in piscina per partecipare alla tua festa. Te li rifarò a voce e per iscritto, nel biglietto che ho allegato al mio regalo per te. È un compleanno importante, questo, bisogna festeggiarlo bene e non stancarsi mai per tutto il giorno di augurarti ogni cosa bella. Oggi fai 10 anni. E sembrerà banale dirti che sembra ieri, ma davvero mi sembra solo ieri il giorno in cui nascesti. Io e lo zio stavamo andando al mare quando giunse la telefonata, e deviammo per correre a guardarti. L’attesa del tuo arrivo era stata molto divertente, soprattutto per quello che concerne la scelta del tuo nome. Se avessero dato retta a me, oggi ti chiameresti Vasco. Considerando quanto poco stimi quello che tu chiami VascoVecchio, è stato un bene che abbiano optato per Francesco. È il tuo, e ti sta benissimo. Da quando sei arrivato nelle nostre vite, le hai arricchite di occhi azzurri e gambe lunghe, la tua voce è entrata nell’aria della nostra casa e ha profumato ogni stanza. Mi piacevi tanto anche da piccino, quando ti facevi tutto addosso, quando avevi sulla pelle quell’odore che si ha solo all’inizio della vita, l’odore di ciò che deve ancora accadere e che accadrà. Ma da quando sei cresciuto a me piaci ancora di più. Con te è bellissimo uscire per la mano e parlare di mille argomenti, non c’è niente che non t’interessi, nulla che ti lasci indifferente. Da quando hai iniziato ad andare a scuola il nostro rapporto è cambiato ancora perchè tu incredibilmente ami farti interrogare da me come io amo essere chiamata zia da te. A volte ti dico: ma quante volte mi chiami?! La verità è che quel nome sopra la tua bocca scioglie tutti i nodi che mi porto dentro. La verità è che io sono proprio tanto felice di essere la tua zia.
Ti auguro di amare sempre gli animali come li ami adesso, di preferire la campagna alla città come mi dici spesso, di infilarti dentro un gruppo di persone con la naturalezza con cui lo hai sempre fatto. Ti auguro di non perdere per strada la tua grande passione per le stelle, i pianeti e il cielo, di alzare spesso la testa di notte per guardarli, esprimere desideri, averne sempre tanti. Di non smettere mai di dire ti voglio bene a chi ne vuoi, io alla tua età non lo dicevo mai perchè mi vergognavo e adesso mi dispiace perché qualcuno a cui avrei voluto dirlo non c’è più. Ti auguro di conservare quella predisposizione naturale che hai nell’accudire gli altri, che fa di te un bambino molto speciale. Ora mi preparo e mi metto in viaggio per venire da te. Arriverò con Vanda e so che tu sarai felice.
Buon compleanno.

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