Al museo

Pubblicato il 29 ottobre 2017 da antonella landi

Il mio collega bravissimo (e bellissimo) di Storia dell’Arte m’invita alla mostra La presentazione di Gesù al tempio di Anton Domenico Gabbiani, di cui egli stesso è curatore.
La rassegna rappresenta una delle esposizioni più importanti dell’anno programmate dai musei comunali pistoiesi ed una delle più interessanti nel cartellone degli eventi ideati per Pistoia Capitale Italiana della Cultura 2017.
Facendo perno sulla pala di Anton Domenico Gabbiani oggi al Museo Civico, proveniente dalla chiesa benedettina di Santa Maria degli Angeli di Sala, commissionata all’artista nel 1709 ma consegnata solo nell’agosto del 1719, la mostra dà conto dell’importante innesto della cultura tardo-barocca fiorentina e romana a Pistoia, rappresentato dalla chiesa dell’antico monastero benedettino. L’edificio costituisce ancora oggi uno dei più interessanti esempi di interno settecentesco organicamente concepito, decorato fra il 1709 e il 1719 con affreschi, stucchi, sculture, dipinti dei più insigni artefici fiorentini, raccomandati per questa impresa dal Gran Principe Ferdinando de’ Medici.
Noi ci andiamo con Bobi al guinzaglio.

Appena entrato nel salone della conferenza prende a pigolare perché si annoia.
Il pigolìo è udito da un altro cane presente (il barboncino grigio di un’ottuagenaria tra il pubblico), che inizia ad abbaiare pretendendo di fare conoscenza.
Quando entrambi i cani escono in compagnia delle rispettive proprietarie per non arrecare disturbo agli ascoltatori, il barboncino grigio, fatta la conoscenza di Bobi, si piscia addosso dall’emozione.
Quando rientro in sala sollevata dal fatto che l’ottuagenaria se n’è andata, Bobi pretende di seguire la presentazione seduto non a terra come tutti i cani ma sulle mie gambe come tutti i bambini.
Quando, terminata la conferenza, lascio Bobi in piazza per poter andare a salutare in santa pace il mio collega, Bobi dà avvio a una serie di latrati disperati da abbandono materno.
Quando torno a prenderlo per portarlo con me, improvvisa salti e piroette come se non mi vedesse da sei mesi.
Quando entriamo nel cuore della mostra, camminando su un lucidissimo parquet, Bobi slitta sulle unghiette e dà di sé uno spettacolo penoso.
Quando ci avviciniamo al mio collega, che spiega quadro dopo quadro al pubblico interessato, Bobi inizia ad ansimare perché siamo in troppi e a lui la calca dà fastidio.
Quando parte il buffet e tutti si spostano ai tavoli dove vengono serviti bocconcini deliziosi e calici freschi del prestigioso catering “Valerio”, Bobi si mette in testa che qualcosa va anche a lui.
Quando vado nel bagno del museo a fare la pipì, lui si accorge che gli scappa come a me e la fa. Nel corridoio del museo.

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