Il pane co’ rapi

Pubblicato il 16 gennaio 2018 da antonella landi

Uno dei piatti forti della mamma nel periodo invernale era il pane co’ rapi.
Bisogna andare al mercato e farsi dare una sacchettata di quelli che in Valdarno si chiamano rapi, ma che nel resto d’Italia si declinano al femminile (rape). Se ci danno soprattutto le cime, meglio ancora: son più tenere e più buone.
Tornati a casa, tutto quel popò di verde va pulito foglia a foglia, lavato bene sotto l’acqua corrente e poi pigiato in una pentola d’acqua abbollore.
Nel frattempo si mette ad abbrustolire qualche bella fetta di pane toscano, meglio ancora se di farina integrale macinata a pietra.
Passato più o meno un quarto d’ora, si scola ognibendiddìo, si strizza bene, e si adagia a modino sul pane, condendo il tutto con sale, pepe e olio novo.

Ieri sera i rapi erano a cena dal babbo.
Oggi al banchino del mercato li ho comprati e me li sono fatti anch’io.
Per la casa aleggiava il profumo della mamma.
In lontananza m’è sembrato di sentir dire vaffinito.

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