Sette barboncini per una passera

Pubblicato il 30 gennaio 2018 da antonella landi

Chi non ricorda il film Quattro bassotti per un danese?
Due coniugi posseggono cinque cani: lei preferisce i quattro bassotti, lui il danese, e perciò spesso litigano.
Ero una bambina e già mi struggevo alla vista di quei quattro terribili nanetti e di quel gigante innocente a cui venivano imputate le colpe di tutti i guai combinati dagli altri.

Alle Cascine tutti i giorni arrivano un marito, una moglie, e sette cani. Cinque sono barboncini nani; gli altri due trovatelli adottati dal canile. Uno dei due (Pedro, minuscolo riassunto di un dobermann) ha una zampa atrofizzata che tiene sempre sollevata.
“Avete un giardino, immagino.”
“Massie.”
“O come fate a vivere insieme a tutti questi cani?”
“E non è tutto: abbiamo anche una passera.”

La trovarono che era appena caduta dal nido, la raccolsero e la portarono a casa. Per la questione dell’imprinting, ella si convinse subito che i due umani fossero i suoi genitori. Decise di restare. Da allora svolazza libera per le stanze, esce ed entra dalle finestre, mette in riga i cani, li becchetta se le danno noia, schiaccia sonnellini incastrata tra la camicia e il collo di suo padre.

“Si è costruita un appartamento dentro la capannuccia del presepe.”
“Non ci posso credere.”
“Guarda queste foto. Ci ha portato di tutto, striscioline di carta, pagliuzze, foglioline, tutto quello che trova, lo spezzetta con il becco e lo sistema a mo’ di nido.”
“E ora che il Natale è finito come fa?”
“Scherzi? Sono quattro anni che non riponiamo il presepe.”

E io m’immagino questa casa strana, popolata di gente bizzarra, che vive insieme a sette cani, mentre sopra le teste di tutti svolazza una passera che abita dentro un presepe anche d’agosto.
E sono contenta di avere un cane perché conosco persone di cui altrimenti avrei ignorato l’esistenza.

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