La scomparsa dei dog-sitter

Pubblicato il 27 gennaio 2018 da antonella landi

Andare in gita a Berlino con l’amata quinta implica trovare un dog-sitter a cui lasciare Bobi.
Io ne avevo trovati addirittura due, una coppia gay che fa questo di lavoro e che tratta i cani a pensione come figli adottivi. Avevo scelto loro perché fanno parte dell’associazione Cane Sapiens di cui Bobi è membro onorario, perché conoscono bene il mio cane e sanno che tipo è, e perché amano i cani più delle persone.
Li avevo avvertiti qualche mese fa, quando ancora non sapevo le date del viaggio, e loro contenti avevano accettato.
“Allora ragazzi -gli dico l’altro giorno alle Cascine dove c’incontriamo sempre- dal 5 al 10 marzo vado in gita: siete pronti per accogliere il mio Bobi in casa vostra?”

Quando ho scoperto che, proprio in quella settimana, saranno in vacanza a Cuba, ho avuto un mancamento.

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