Un mattino insieme al Nano

Pubblicato il 27 gennaio 2018 da antonella landi

Le lezioni si sono interrotte all’improvviso e le classi del triennio sono state accompagnate in gipsoteca.
Ad aspettarli c’era nientemeno che Silvano Campeggi, soprannominato il Nano, il pittore novantacinquenne diventato celebre per la sua attività di cartellonista per le case di produzione cinematografiche di Hollywood nell’epoca d’oro del cinema (1945/1970). Il Nano negli Stati Uniti è considerato tra i più importanti artisti grafici nella storia del cinema americano. E l’altra mattina guardava i ragazzi e sorrideva con l’espressione di un adolescente che nella vita non ha mai smesso di divertirsi.
“Infatti è proprio così -mi ha raccontato sua moglie, seduta tra gli studenti- Silvano si è sempre divertito e io, stando insieme a lui da sessant’anni, mi sono divertita quanto lui.”

Fu suo padre, tipografo e stampatore, a introdurre il giovane Silvano alla grafica e al design. Campeggi frequentò il nostro liceo, che allora si chiamava Istituto D’Arte di Porta Romana, e studiò con Ottone Rosai e Ardengo Soffici.
Alla fine della Seconda guerra mondiale ricevette un incarico dalla Croce Rossa Americana per dipingere alcuni ritratti di soldati prossimi al congedo; entrò in questo modo in contatto con la cultura, la musica e il cinema d’oltreoceano.
Presente la locandina di Casablanca? E’ sua.
Presente il cartellone di Via col vento? E’ suo.

Dopo averci regalato una Marilyn appena tratteggiata che sembrava viva, scegliendoli con l’occhio dell’artista, ha chiamato al cavalletto gli studenti che lo colpivano di più e li ha ritratti.
Dalla quinta ha pescato il nostro Prince e il suo bellissimo cespo di riccioli neri.

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