Narciso vaffanculo

Pubblicato il 29 gennaio 2018 da antonella landi

La mitologia classica offre mille spunti per riflettere su noi stessi, la vita e gli altri.
In classe io racconto il mito, glielo recito anche un po’ (per il filo di Arianna annodo tutte le loro sciarpe e poi passo tra i banchi come dentro un labirinto; per Egeo che aspetta il ritorno di suo figlio Teseo sulla rupe più alta di Atene salgo sulla cattedra per poi buttarmi di sotto alla vista delle vele nere; per Orfeo che non sa resistere alla tentazione di voltarsi per vedere se Euridice c’è, faccio chiudere le imposte, attraverso piano piano tutta l’aula in penombra e un passo prima della porta faccio la cazzata colossale di voltarmi), glielo schematizzo alla lavagna, e poi scrivo bello grande О μύθος δελοι, invitando gli studenti stessi a intuire cosa insegna. Devo dire che viene sempre fuori roba forte.
L’ultimo studiato era quello di Narciso.

“Cosa ci insegna questo mito?”
“Che piacersi un po’ va bene, ma piacersi troppo no.”
“Che amare solo noi stessi ci rende aridi e indifferenti agli altri.”
“Che il narcisismo è un atteggiamento esistenziale sbagliato.”
“Bene. E io vi dico: state alla larga dai Narcisi. Essi sono pericolosi.”
“In che senso?”
“In psicologia il termine narcisismo è spesso associato a quello di manipolatore. Imbattersi in quest’accoppiata lessicale è una vera e propria tragedia.”

E così gliel’ho descritto in ogni dettaglio, il comportamento distruttivo e pernicioso del narcisista manipolatore che, pur apparendo una persona sicura e solida, in realtà ha poca fiducia in se stesso, si sente molto fragile e utilizza un comportamento manipolatorio (a volte in modo inconscio, ma altre del tutto consapevolmente) per difendersi dal profondo senso di angoscia e insicurezza che lo pervade. Il narcisista manipolatore ha la presunzione di sapere tutto e non accetta idee alternative alla propria, non è in grado di condividere nulla poiché c’è spazio solo per i suoi desideri. E’ totalmente incapace di mettersi nei panni degli altri, non sa cosa sia l’empatia, non dimostra gratitudine e non conosce l’intimità poiché gli fa paura soprattutto per la totale mancanza di fiducia nei confronti dell’ambiente circostante che gli impedisce di instaurare qualunque tipo di relazione sociale. Si riconosce per alcuni tratti distintivi, tra cui quello di evitare di dare informazioni su se stesso pur essendo molto curioso di sapere i dettagli della vita altrui: in questo modo immagina di detenere maggiore potere e di nascondere la propria insicurezza. Colpevolizzando e svalutando gli altri, si illude di aumentare il livello della propria autostima, attribuisce ad altri tutti gli aspetti che detesta di se stesso tramite un massiccio ricorso alla proiezione. Percepisce la vittima come un pericolo incombente da cui deve proteggersi e da attaccare prima che lei metta in atto un’azione malvagia (frutto della proiezione del narcisista). Le strategie a cui ricorre sono quelle di sminuire e screditare l’avversario e di generare in lui il senso di colpa. La vittima tenterà in ogni modo di dare le proprie ragioni, ma non serivirà a nulla, poiché l’attacco del narcisista manipolatore sarà incessante: si crea pertanto una spirale, in cui il narcisista manipolatore attacca, la vittima prova a spiegare e il narcisista svaluta e genera sensi di colpa. Tutto questo processo è poi permeato da bugie e da malintesi che il narcisista attua a proprio vantaggio, ricorrendo spesso anche al silenzio, al fine di non esporsi mai e lasciarsi aperta sempre una scappatoia. Questi comportamenti generano nella vittima dubbi, destabilizzazione e confusione: essa inizierà a prendere decisioni contro il proprio stesso volere.

“E come è possibile cambiare un narcisista?”
“Non è possibile. In quanto tale, il narcisista non ammetterà mai di avere un problema comportamentale, rifiuterà sempre l’aiuto di uno specialista (che invece gli farebbe molto comodo) e non muterà di una virgola il suo comportamento.”
“E allora cosa si deve fare?”

C’è solo una strada da percorrere.
Mandarlo affanculo per sempre.
Solo allora la vita tornerà a sorridere meravigliosamente.

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