Una casa di ricordi

Pubblicato il 15 febbraio 2018 da antonella landi

C’era questa casa di campagna, scavallata la punta di Pratolino e imboccata la strada per Vincigliata, una colonica bellissima, i miei amici di un tempo che fu la presero in affitto per andarci il fine settimana, o d’estate, o quando gli pareva, fatto sta che c’era sempre gente che andava e che veniva, e feste notturne, e bivacchi diurni insieme ai nostri cani tutti distesi sulle coperte messe a terra, e passeggiate casuali per i campi senza recinzioni, e pomeriggi beatamente imbelli a fare il niente più assoluto a parte chiacchierare e raccontarsi e ridere e confidare o leggere in silenzio.
Io ci andavo sempre insieme a Nello e quando si arrivava il Buccino urlava ecco il presocraticooo, perché il mio primo cane pensava di essere un filosofo e si atteggiava a gran ruminante del pensiero. Un giorno però il Pilla mi coinvolse in una girata in due sulla bicicletta, lui a pedalare io di traverso sulla canna, e imboccammo l’asfaltata che portava alla villa padronale, ma Nello di rimanere affacciato al belvedere tutto solo come faceva spesso non volle saperne e ci seguì, sicché all’andata tutto bene perché era in salita e andavamo piano ansimando molto, ma al ritorno fu da sganasciarsi perché noi come due saette sulla bici e Nello a rotta di collo dietro, e per starci al passo si acquattava come fanno le automobili da corsa, tagliava l’aria come fa un rasoio sulla barba del mattino, e latrava perché aveva l’incubo di perdermi.

“Potremmo andare a Viliani a vedere come sta la colonica di allora, contemplare il panorama tutta la mattina e poi pranzare in quell’osteria piccola come una casa dove la signora Lucia cucina come fanno le mamme di famiglia.”
“Sì, volentieri.”

La colonica è in ristrutturazione.
Il panorama intatto.
La signora Lucia una mamma gentile che si dispiace quando non ha posto per te in quell’osteria piccola come una casa.

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